Il Tirreno

Versilia

Strage, scontro Provincia-Ferrovie

Donatella Francesconi
<b>LA TRAGEDIA.</b> Il presidente Baccelli (secondo da sinistra) sui binari del disastro ferroviario
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LA TRAGEDIA. Il presidente Baccelli (secondo da sinistra) sui binari del disastro ferroviario

Baccelli: Fs ci contesta la costituzione di parte civile, che è legittima

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 VIAREGGIO. La Provincia si costituisce parte civile e le Ferrovie dello Stato vogliono invece tenerla fuori «contestandone la legittimazione a comparire». L'allarme è stato lanciato ieri dal presidente Stefano Baccelli, affiancato dai legale Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno, ben deciso a difendere il diritto dell'ente. La cui relazione tecnica - affidata all'ingegnere Fabrizio D'Errico, assistente al Politecnico di Milano, Dipartimento di meccanica, che per le parti lese nela disastro ferroviario lavora in proprio con autorizzazione dell'università di appartenenza - è stata tenuta in grande considerazione dalla Procura. Che ne fa proprie le conclusioni per quanto riguarda l'elemento che ha forato la cisterna, ovvero il picchetto di regolazione della curva.  La Provincia - ha spiegato Baccelli - «è convinta di avere i titoli giuridici, oltre che quelli sociali e politici, per rappresentare adeguatamente gli interessi della collettività». Per questo, ha annunciato il presidente, «entro il 15 gennaio produrremo un'ulteriore relazione agli atti della Procura della Repubblica per indicare anche i danni materiali patiti dall'amministrazione, primo fra tutti quelli alla viabilità e al turismo».  Il Politecnico di Milano ha prodotto la relazione che Trenitalia (tra gli imputati) ha consegnato alla Procura. Fabrizio D'Errico, perito dell'accusa, lavora nella stessa università. Dalla quale proviene il super perito delle Ferrovie nella vicenda della strage di Viareggio: il professor Giorgio Diana. Per le Ferrovie di Stato, come perito, ha lavorato spesso anche il perito della Procura, il professor Paolo Toni. Che ha nel suo staff di tecnici anche un pensionato delle Ferrovie. Ad Enrico Marzaduri, dunque, la domanda d'obbligo: quale garanzie, per l'opinione pubblica, che questi "intrecci" non facciano troppo pendere la bilancia della giustizia da una sola parte? «La materia ferroviaria - risponde l'avvocato Marzaduri - non trova con facilità soggetti esterni a questo quadro. La maggior parte, tra l'altro, appartengono proprio al Politecnico di Milano». Anche Baccelli interviene sull'argomento: «Ne abbiamo ampiamente discusso, sia con i legali che con il perito - spiega -. E siamo sereni».  La relazione. Come anticipato dal "Tirreno" di domenica scorsa, le conclusioni cui arriva Fabrizio D'Errico sono analoghe a quelle che la Procura ha messo nero su bianco nella richiesta di incidente probatorio: a forare la cisterna dalla quale è fuoriuscito il Gpl la notte del 29 giugno 2009, tra la stazione e le case di via Ponchielli, è stato un picchetto di regolazione della curva. Alla domanda sugli elementi che hanno portato a questa conclusioni risponde lo stesso D'Errico: «Dalle rilevazioni che ho potuto eseguire sul posto e dalle fotografie. Non è stato consentito a nessuno di visionare direttamente i pezzi».  Se gli elementi al centro dei fatti sono - come ormai acquisito - la rottura di un assile e la foratura della cisterna, «questi due eventi - è la sintesi della relazione di D'Errico - sono da considerarsi in modo svincolato per quanto concerne l'identificazione dei possibili profili di responsabilità».  

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