Il Tirreno

Versilia

Rioni, le giurie nel mirino

Marco Pomella
La premiazione del vincitore del festival (f. G.Domenici)
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La premiazione del vincitore del festival (f. G.Domenici)

Anche al festival spunta un conflitto di interesse

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 CAMAIORE. Due dei tre vincitori dell'ultima edizione del Festival Canoro dei Rioni avevano rapporti stretti con alcuni membri della giuria. E' un'ombra quella che copre l'ultima edizione della manifestazione che si è svolta sabato scorso al palasport con indubbio successo di pubblico.  Dopo i dubbi sul perché non era stato comunicato che il Rione Marignana era in realtà arrivato a pari punti con il terzo classificato, a Camaiore in molti storcono il naso. Soprattutto quando hanno capito da chi era composta la giuria che giudicava i cantanti in gara.  Sul vincitore, Marco Paoli del Nocchi, nessuno ha niente da ridire. Del resto i punti ottenuti dal giovane surclassavano di gran lunga tutti gli altri partecipanti. Viceversa su Capezzano e Badia (secondo e terzo classificato) si solleva un vespaio. E si guarda alla giuria.  L'ultimo comunicato ufficiale del Comune parlava chiaro. «La giuria - scriveva l'ufficio stampa - è composta da Loris Marchi, Vincenzo Masini, Sabrina Ceccarelli, India Simi e Franco dalle Luche». Anche se poi il comitato Palio informa che in realtà Simi è stata sostituita all'ultimo momento e Ceccarelli non avrebbe votato. L'attenzione però è su Vincenzo Masini, che è anche il responsabile di un'agenzia musicale, un'associazione che svolge anche corsi di preparazione per i giovani cantanti. L'associazione si chiama Musica Mia. Mentre la signora Ceccarelli, da quel che ci risulta, è la moglie di Masini.  Dov'è il problema? Il problema è che sia il secondo che il terzo classificato al Palio sono allievi di questa scuola. Una coincidenza? Può darsi. Intanto sul profilo Facebook dell'associazione si dà ampio risalto ai loro giovani allievi vincitori.  La coincidenza non passa certo inosservata. E sono diverse le voci di protesta che si sollevano: «E' mancata la trasparenza: così il gioco non è affatto divertente».  Chi alza la voce in maniera decisa è il Rione Tre Borghi. «Non ce ne frega niente di vincere o perdere - dicono - ma quello che non è tollerabile è che ci sia così poca trasparenza in una manifestazione che dovrebbe solo essere di divertimento. Non è la prima volta che si verificano queste cose: anche per l'elezione delle Miss Palio vinsero alcune ragazze che, guarda caso, facevo parte di una scuola di moda, la cui direttrice era in giuria». Anche il Rione Montemagno non prende bene la cosa. «Se le cose devono essere fatte, devono essere fatte seriamente».  Declina però ogni responsabilità il presidente del Comitato Palio, Carlo Rosi. «Il comitato - spiega - aveva delegato il direttore artistico, Riccardo Davide, della scelta della giuria. Se c'erano rapporti particolari tra giurati e concorrenti, né io né il comitato ne sapevamo nulla. Certo, se è vero, la cosa è abbastanza triste. E qualcuno se ne prenderà le responsabilità».  Rosi torna anche sul "mistero" del terzo posto. «E' vero che Marignana e Badia avevano raggiunto lo stesso punteggio, ma Badia era avanti per la classifica avulsa, perché aveva ottenuto un voto assoluto più alto. Il regolamento parla chiaro: si premiano i primi tre, tutti gli altri pari. Volendo possiamo discutere se modificare il regolamento...».

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