Il Tirreno

Versilia

LA PAROLA AI FAMILIARI

«Ora abbiamo bisogno di capire cosa non è stato fatto»

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 VIAREGGIO. «Non vi dico le sollecitazioni che riceviamo affinché si esca dal processo...». Per Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei", come per i parenti delle altre 31 vittime della strage, è il secondo Natale di lutto. «Ho lasciato mia figlia Emanuela che era una bella ragazza piena di vita per ritrovarmi a piangerla...Ora voglio, devo, capire. E con me tutti gli altri». Parla a fatica la madre di Emanuela Menichetti che il fuoco s'è portata via a soli 21 anni: «In questa strage ci sono troppe cose che non tornano. Abbiamo bisogno di capire che cosa non è stato fatto. E di quanto non è stato fatto le persone devono rendere conto. Non è una frase fatta ribadire che cose simili non debbono più succedere».  Il ringraziamento va alla Provincia e al presidente Stefano Baccelli, per l'azione di difesa del diritto dell'Ente a costituirsi parte civile, «agli avvocati e al perito Fabrizio D'Errico».  Un pensiero a parte è per l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, diretta dall'ingegnere Alberto Chiovelli: «L'Agenzia - spiega Rombi - sta lavorando con estrema difficoltà perché è molto contrastata». Con Chiovelli i familiari delle vittime si sono già incontrati tre volte in questo anno e mezzo di dolore e battaglie.  In occasione del prossimo 29 giugno, l'Assemblea 29 giugno organizza tre appuntamenti: un presidio di fronte al Comune dalle 9 alle 12; un'assemblea nella sala di rappresentanza del Comune alle 17,30; serata alla casina dei ricordi a partire dalle 23,15. D.F.

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