Gioco
Marco, giornalista sportivo: «Ho amici in Juve e Torino, anche Cairo»
Il nipote di Bernardini vuole mettersi alla guida del Pietrasanta
Michele Morabito
◗
Marco Bernardini, nipote del grande Sergio 2 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Il Pietrasanta di nuovo tra i professionisti come nella stagione 1979/80, quando non c'era un posto a sedere al XIX Settembre e i colori biancocelesti facevano furore in giro per l'Italia. E' la provocazione di Marco Bernardini, per quarant'anni firma di Tuttosport e oggi in forza al Corriere della Sera, che lancia la propria candidatura alla guida del PietraMarina, per rilanciare Pietrasanta nel calcio che conta. Marco Bernardini non è solo un giornalista, ma anche nipote di Sergio Bernardini, patron de La Bussola, il mitico locale della Versilia, simbolo degli anni del boom. Tra i molti titoli pubblicati anche "Non ho mai perso la Bussola", che racconta proprio gli anni ruggenti della Versilia by night, che coincisero anche con la parentesi di 13 anni di presidenza di Sergio Bernardini, che furono il periodo di maggior lustro della società biancoceleste, culminato con la promozione datata 28 maggio 1979, quando un gol di Bronzini sancì la promozione tra i professionisti. Una provocazione, o una proposta seria? A parlare è il nipote del patron della Bussola, che da qualche settimana frequenta lo stadio pietrasantino. «Vengo in Versilia da moltissimi anni e amo questa terra; vorrei fare la mia parte per rilanciare questo territorio. Non posso far niente come imprenditore dello spettacolo, perché non è il mio settore, ma posso fare la mia parte come esperto e osservatore di calcio. Credo che Pietrasanta meriti una squadra tra i professionisti, perché il Pietrasanta, oggi PietraMarina, è un patrimonio di questa terra. Ho visto più volte il PietraMarina e ho visto una squadra che, se vuole crescere, deve darsi una organizzazione professionistica, sebbene abbia un allenatore che credo farà strada. Credo di poter coinvolgere nel mio progetto tanti amici che ho al Torino e alla Juventus, magari lo stesso Cairo, con risorse fresche per fare ancora meglio. Mi è dispiaciuto vedere a Pietrasanta una tribuna semideserta e questo distacco dalla squadra, che una volta era nel cuore dei cittadini. Se ho già parlato con il Presidente Ciaponi? Ancora no; Ciaponi lo conosco ed è un ottimo presidente, ma per vincere bisogna essere più professionisti. Il 2011 è l'anno del centenario (anche se qualcuno anticipa al 1909 la nascita della società, ndr) e sarebbe dovuta essere una festa per tutti. La Versilia potrebbe tornare al ruolo di primo piano che aveva negli anni della Bussola, voglio fare la mia parte». Un nostalgico ritorno al passato? Beh! Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni, proprio nel momento in cui Serafino Coluccini, altro pezzo di storia del calcio di Pietrasanta lancia lo Sporting Club Pietrasanta 1909, la squadra solo giovanile presentata da poche ore alla stampa ed alla cittadinanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
