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«Mio figlio non è un drogato»
Il padre: «La verità sull'incidente mortale sulla Provinciale»
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CAMAIORE. «Mio figlio non è un drogato. Drogato è chi abitualmente assume droghe, chi è dipendente da droghe e questo non è, nemmeno lontanamente, il caso: ecco perchè quel titolo da copertina con l'appellativo di "drogato" è sbagliato, profondamente sbagliato. E questo non è solo amor di padre, è quello che dicono, nel caso specifico, i medici e in particolare chi ha eseguito il test subito dopo quel terribile incidente». L'incidente di cui si parla è quello avvenuto domenica pomeriggio sulla via Provinciale tra un Suv e un'auto, incidente nel quale ha perso la vita la quarantasettennte Elisabetta Ceragioli. Torniamo dunque al test esguito sul guidatore del Suv. «Il test rivela l'assenza di cocaina o altre droghe ma indica la presenza (92 con limite a 50, ndr) di un modesto quantitativo di cannabis nelle urine. Una canna, tanto per dirla in soldoni, assunta giorni prima - spiega il genitore - Una quantità, lo diranno nelle sedi opportune i medici, che assolutamente non può giustificare l'appellativo di drogato. Uno sforamento leggero che certamente non era tale da inficiare le capacità di guida di mio figlio. Per meglio chiarirlo, faccio un esempio che tutti possono facilmente verificare di persona: se uno beve due bicchieri di vino, al test con l'etilometro risulterà positivo, ma non per questo si potrà dire che era ubriaco. Nel caso, certamente la canna assunta giorni prima è rilevata nel test ma non può essere posta come debilitante per le capacità di guida, nè tale, lo ripeto, per definire mio figlio drogato. Riguardo al tragico incidente, sono in corso delle indagini sulla ricostruzione della dinamica e quindi lasciamo lavorare chi di dovere. Posso solo dire che, dai dati in mio possesso, sono fiducioso che la verità verrà a galla. Una vicenda drammatica che ha scosso profondamente mio figlio e che non è giusto aggravare con un appellativo sbagliato».
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