Il Tirreno

Versilia

«Meno pressione fiscale? Si può»

Donatella Francesconi
<b>AL MERCATO.</b> Piazzone, si tenta di svoltare
◗
AL MERCATO. Piazzone, si tenta di svoltare

Il sindaco ai commercianti: poi, però, abbassate i prezzi

3 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Ridurre la pressione fiscale sulle imprese del commercio in città: Confesercento lo chiede, il sindaco Lunardini risponde. «Si può fare», afferma, rispondendo alle domande del "Tirreno".  Si può fare, ma come?  «Non con una percentuale secca di riduzione, per tutti uguale. Lo strumento può essere il nuovo Piano delle funzioni che deve essere approvato. Si può pensare ad un esame congiunto, Comune e associazioni di categoria, delle zone della città che hanno perso redditività e soffrono maggiormente. Un esame che va fatto, però, dati alla mano».  Non è semplice. Dati alla mano, tutti oggi gridano alla crisi e premono sull'amministrazione per chiedere "sconti" alla pressione dei tributi. Un esempio per tutti è la "guerra" del suolo pubblico in atto con la Viareggio Patrimonio...  «La crisi c'è ed è innegabile. Non c'è sindaco, di destra o di sinistra che sia, che non la confermi. D'altra parte il potere d'acquisto dei salari è ridotto. E questo è un dato oggettivo. Compito di un'amministrazione comunale è fare l'impossibile per venire incontro all'economia del proprio territorio. Il ragionamento che mi sento di proporre è questo: se ci dobbiamo trovare con una città trasformata in un deserto perché l'unica alternativa alla crisi è chiudere, allora tanto vale ridurre la pressione...».  Sul commerciante...E sul cittadino?  «Anche. Se il Comune propone un migliore equilibrio per le tariffe applicate, è chiaro che poi il sindaco voglia vedere qualcosa in cambio. Per esempio una riduzione dei prezzi applicati al cliente».  Sicuro che non sia fantascienza?  «Nell'ultimo incontro che ho avuto con gli albergatori, per esempio, mi è stato detto chiaramente che la categoria, a Viareggio, sta abbassando i prezzi. Dunque, un passo indietro è possibile».  C'è la crisi ma i negozi, per le festività, restano chiusi dopocena nonostante la possibilità di apertura garantita dall'amministrazione comunale. Ed è il secondo anno consecutivo che avviene. Che idea s'è fatta?  «Credo che non aderiscano all'apertura in nottura perché non c'è l'abitudine. Devo dire che tutto quanto deciso fino ad oggi, però, è scaturito dal confronto con le associazioni di categoria...».  Niente musica per le strade, nessun evento di richiamo anche poco costoso. In compenso un concerto Gosepl da 20mila euro il 26 dicembre, a portafogli vuoti e città chiusa tranne che per la Passeggiata. Ha un senso?  «Santo Stefano ha il vantaggio che in giro non c'è nient'altro ed il concerto può essere davvero un'attrazione. Senza dimenticare che è dedicato alle vittime della strage del 29 giugno 2009, ai loro familiari, a chi è ancora alle prese con la ricostruzione. E che ci siamo assicurati i passaggi tv Rai e Mediaset».  Può bastare?  «No. Ne abbiamo discusso anche in giunta proprio oggi (ieri per chi legge, ndr). Per l'anno prossimo ci sarà un depliant realizzato dal Comune con tutte, ma proprio tutte, le attività natalizie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web