Il Tirreno

Versilia

Centrale, Monciatti che ruolo ha?

Martina Ambrogi
Un momento della manifestazione di ieri pomeriggio
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Un momento della manifestazione di ieri pomeriggio

Volantinaggio del comitato davanti al cinema

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 VIAREGGIO. «Egregio signor Monciatti, è possibile sapere che tipo di interesse aveva nei confronti del cinema Centrale prima che, come dice lei, venisse posto un veto sulla sua persona?». E' questa la prima delle sei domande poste dal comitato "Salviamo il Centrale", insieme al "Cineforum Belvedere" e a "La fabbrica di Nichi Versilia", che da qualche giorno impazzano su internet e sui blog. Destinatario degli spinosi interrogativi Roberto Monciatti, presidente della Misericordia ed editore dell'emittente radiotelevisiva locale "Rete Versilia".  A gettare il seme della discordia è stato un intervento dello stesso Monciatti con il quale, nel corso di una sua trasmissione, rispose all'amletico dubbio che risuonò di fronte al «Pidocchino», lo scorso 6 dicembre, durante il cosiddetto "funerale laico" a Mario Monicelli: «Come mai le telecamere di Reteversilia non sono mai presenti alle manifestazioni in difesa del Cinema Centrale?». Monciatti non perse tempo e il giorno successivo, all'interno del notiziario serale, ribatté parlando di «un veto posto alla sua persona» che non gli aveva permesso di proseguire nel suo interessamento alla causa del cinema e sostenne che «quanto è stato detto o fatto forse ha portato detrimento alla soluzione finale».  Queste vaghe dichiarazioni hanno innescato un botta e risposta a distanza che ha prodotto le famose sei domande, distribuite ieri alla cittadinanza attraverso volantini e appese sul portone ormai fatiscente del Pidocchino. «Si tratta - spiega Daniela Santucci del Comitato "Salviamo il Centrale" - di quesiti che servono a noi per capire cosa intendeva con quelle confuse affermazioni. Il signor Monciatti non può parlare attraverso enigmi o allusioni. Se è a conoscenza di qualcosa, se la Misericordia ha o aveva qualche progetto riguardante il nostro cinema lo deve dire chiaramente».  Nel suo servizio televisivo il presidente non specificò infatti di che genere di veto si trattasse, né chi fu a imporglielo, né chi fu la causa di quella fatidica soluzione finale.  Il volantinaggio non ha avuto però il solo scopo di rendere noti questi interrogativi, ma anche - e soprattutto - ha voluto portare avanti quello che è il suo obiettivo primario - la riapertura della storica sala d'essai - rivolgendosi nuovamente agli addetti ai lavori in un modo, stavolta, originale e ironico approfittando delle festività in arrivo. «Abbiamo voluto fare i migliori e più sinceri auguri di Natale e buon anno - afferma Cristina Boncompagni, membro del Comitato - al vescovo di Lucca affinché eserciti il suo potere, al parroco perché riapra il Centrale e all'amministrazione comunale affinché abbia a cuore i luoghi simbolo della città».

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