Proteste
«Non si batte un chiodo»
Donatella Francesconi
3 MINUTI DI LETTURA
Diminuire la pressione fiscale sulle attività commerciali. È la richiesta che Confesercenti rinnova all'amministrazione comunale. Raccogliendo il grido di allarme che arriva da negozi ed attività un po' in tutta la città: non si batte un chiodo. «Lo vedi dai sacchetti», raccontano i negozianti: gente in giro, nonostante il maltempo che ha rovinato le giornate dedicate agli acquisti natalizi, ma in pochi comprano davvero.
E al mercato di piazza Cavour trionfa il regalo a 5 euro. Il cartello è appeso in bella vista un po' ovunque. Con la banconota ci sia assicura il "pensierino": un cappello caldo, un paio di guanti, una maglia lupetto nera che va bene sempre, un paio di fuseaux molto anni Ottanta che per le feste si propongono in tutte le varianti del maculato e del nero lucido con o senza "brillini". Perfino gli addobbi e le tradizionali piante sono scontate sui banchi del Piazzone: 7 euro invece di 10. E se con il verde si ha poca dimestichezza, con cifre che vanno dai 10 ai 15 euro si acquista il caldo pile. «Ho fatto un pacchetto per una spesa da 7 euro», racconta il gestore di un chiosco che continua: «Tra carta e fiocchi, alla fine ci rimetto...». Al banco di accessori (borsette e cappellini) gestito da un gruppo di cinesi un messaggio in bella vista avverte che "la confezione è omaggio". Seguono gli auguri di rito. Sotto le logge, lo storico negozio di giocattoli espone una buona serie di articoli dal prezzo sforbiciato: con 25 euro, invece di 50, si porta a casa "WooWee Alive", panda di peluche dagli effetti speciali. Il commento dei commercianti è riassunto così: «Sapevamo che non sarebbe andata bene, ma così male come a dicembre nessuno lo immaginava». Secondo Confesercenti, anche a Viareggio il calo delle vendite si attesta sulla media regionale del 10%. Ma i commercianti giurano che un Natale così non si era mai visto. «Va male l'abbigliamento in tutte le sue declinazioni», spiega Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti: «Anche perché subito dopo le feste arrivano i saldi» e si compra alle metà quello che oggi è prezzato il doppio. Resistono i piccoli regali (provate ad entrare in un'erboristeria, per esempio), e tutto quello che fa felici i più piccoli. "Toffe Pony", per esempio, maxi peluche che risponde come fosse vero.
Proposto a partire da 89 euro (ma su Internet si arrivava fino a 119) è terminato da giorni in tutta la provincia. «Era il giocattolo di questo Natale», spiegano le commesse della più grossa rivendita di giochi in zona. «Al Comune chiediamo - continua Cerrai - di tracciare insieme alle categorie alcune linee di sostegno alle attività commerciali». Prima tra tutti una rivisitazione della sanzione per il ritardo del pagamento del suolo pubblico. Elemento sul quale si è scatenata una vera e propria "guerra" con la Viareggio patrimonio, fatta di commercianti ultramultati e di altri che lo hanno disdetto: «Un solo mese di ritardo - spiega Cerrai - porta una sanzione pari al 50% dell'importo da versare. Ci sembra un meccanismo particolarmente punitivo». L'altra richiesta per chi amministra la città è il confronto sui progetti Piuss: «Rispetto ai quali - fa sapere Cerrai - le imprese chiedono certezze». Al momento la loro realizzazione è legata alla conferma o meno, da parte della Cassa depositi e prestiti, dei mutui per oltre 6 milioni che il Comune deve accollarsi per completare le cifre messe a disposizione dalla Regione.
E al mercato di piazza Cavour trionfa il regalo a 5 euro. Il cartello è appeso in bella vista un po' ovunque. Con la banconota ci sia assicura il "pensierino": un cappello caldo, un paio di guanti, una maglia lupetto nera che va bene sempre, un paio di fuseaux molto anni Ottanta che per le feste si propongono in tutte le varianti del maculato e del nero lucido con o senza "brillini". Perfino gli addobbi e le tradizionali piante sono scontate sui banchi del Piazzone: 7 euro invece di 10. E se con il verde si ha poca dimestichezza, con cifre che vanno dai 10 ai 15 euro si acquista il caldo pile. «Ho fatto un pacchetto per una spesa da 7 euro», racconta il gestore di un chiosco che continua: «Tra carta e fiocchi, alla fine ci rimetto...». Al banco di accessori (borsette e cappellini) gestito da un gruppo di cinesi un messaggio in bella vista avverte che "la confezione è omaggio". Seguono gli auguri di rito. Sotto le logge, lo storico negozio di giocattoli espone una buona serie di articoli dal prezzo sforbiciato: con 25 euro, invece di 50, si porta a casa "WooWee Alive", panda di peluche dagli effetti speciali. Il commento dei commercianti è riassunto così: «Sapevamo che non sarebbe andata bene, ma così male come a dicembre nessuno lo immaginava». Secondo Confesercenti, anche a Viareggio il calo delle vendite si attesta sulla media regionale del 10%. Ma i commercianti giurano che un Natale così non si era mai visto. «Va male l'abbigliamento in tutte le sue declinazioni», spiega Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti: «Anche perché subito dopo le feste arrivano i saldi» e si compra alle metà quello che oggi è prezzato il doppio. Resistono i piccoli regali (provate ad entrare in un'erboristeria, per esempio), e tutto quello che fa felici i più piccoli. "Toffe Pony", per esempio, maxi peluche che risponde come fosse vero.
Proposto a partire da 89 euro (ma su Internet si arrivava fino a 119) è terminato da giorni in tutta la provincia. «Era il giocattolo di questo Natale», spiegano le commesse della più grossa rivendita di giochi in zona. «Al Comune chiediamo - continua Cerrai - di tracciare insieme alle categorie alcune linee di sostegno alle attività commerciali». Prima tra tutti una rivisitazione della sanzione per il ritardo del pagamento del suolo pubblico. Elemento sul quale si è scatenata una vera e propria "guerra" con la Viareggio patrimonio, fatta di commercianti ultramultati e di altri che lo hanno disdetto: «Un solo mese di ritardo - spiega Cerrai - porta una sanzione pari al 50% dell'importo da versare. Ci sembra un meccanismo particolarmente punitivo». L'altra richiesta per chi amministra la città è il confronto sui progetti Piuss: «Rispetto ai quali - fa sapere Cerrai - le imprese chiedono certezze». Al momento la loro realizzazione è legata alla conferma o meno, da parte della Cassa depositi e prestiti, dei mutui per oltre 6 milioni che il Comune deve accollarsi per completare le cifre messe a disposizione dalla Regione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
