Sicurezza
Padre e figlio minacciarono gli agenti
Armi non denunciate, due patteggiamenti
L.C.
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CAMAIORE. Un anno e quattro mesi di pena, oltre a una multa di 200 euro ciascuno: è il risultato del patteggiamento per Luca e Piero Moriconi, padre e figlio di Vado che lo scorso 6 dicembre minacciarono con i fucili una pattuglia della polizia provinciale che li aveva scoperti mentre stavano cacciando all'interno del Parco delle Apuane. Le accuse per Luca e Piero Moriconi (rispettivamente 44 e 22 anni) erano di minaccia a mano armata a pubblico ufficiale, detenzione abusiva di armi (anche da guerra) e omessa denuncia delle stesse armi. Il giudice monocratico Gerardo Boragine ha disposto per il figlio la sospensione condizionale della pena, mentre per il padre (a causa di alcuni precedenti) sono stati disposti gli arresti domiciliari. L'espisodio avvenne non lontano dal passo del Lucese, sopra Gombitelli. La pattuglia della provinciale, sentendo spari provenire dal bosco, decise di intervenire, trovando Luca Moriconi con un fucile da cinghiale e un cane. All'alt l'uomo reagi imbracciando il fucile, raggiunto e imitato poco dopo dal figlio. I due si allontanarono in auto, ma vennero presto rintracciati grazie anche all'aiuto dei carabinieri. Altri guai per i Moriconi arrivarono con la perquisizione di un annesso agricolo a Gombitelli, dove i militari trovarono sette fucili, due pistole, trecento cartucce e una bomba a mano (inerte). Il tutto senza porto d'armi (anche se il figlio ne aveva uno per il tiro a volo).
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