La manifestazione
Politica sopra le righe
Parole grosse tra Giovannetti e Lucchetti
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PIETRASANTA. Volano parole grosse fra il presidente del consiglio comunale Guido Lucchetti e il capogruppo del Pdl Alberto Giovannetti, con quest'ultimo che accusa lo stesso Lucchetti di averlo «minacciato verbalmente, ieri mattina a margine di una riunione, solamente per avere esercitato il mio ruolo di referente dell'opposizione». Accusa che Lucchetti rigetta. «Ma quali minacce verbali: c'è stato solo un vivace alterco. Le aggressioni e le minacce non rientrano nel mio modo di essere, ma stiamo scherzando?». A quanto pare, vista dalla parte di Giovannetti, no. «Il presidente, che dovrebbe mantenere un ruolo super partes, mi ha aggredito a parole perché, sul giornale, ho parlato di sedute dei capigruppo dove non si decide un bel niente visto che le date del consiglio sono già fissate prima ancora che ci incontriamo. E ancora perché li ho definiti inaffidabili - aggiunge Giovannetti - dal punto di vista istituzionale, in quanto con il loro comportamento hanno determinato le dimissioni da vice-presidente di Alessandro Alessandrini. Questo è il pensiero del sottoscritto e del Pdl, e Lucchetti non può alzare la voce perché esercito un ruolo che mi spetta, a prescindere se le mie affermazioni siano condivisibili o meno. Il suo è stato un comportamento molto grave. Se non è sereno abbastanza per fare il presidente, si dimetta». Secca la replica di Lucchetti. «Dire che Alessandrini si è dimesso perché abbiamo convocato le sedute consiliari il mercoledì, giorno in cui lo stesso Alessandrini è impossibilitato a partecipare, è una falsità: su 18 sedute, a partire dal mese di aprile, solamente due si sono svolte di mercoledì. Dire ancora che le date dei consigli sono stabilite in precedenza, è una falsità ulteriore: le decidiamo insieme durante la riunione dei capigruppo. Ho detto tutto questo a Giovannetti e anche di farsene una ragione perché le elezioni oramai le ha perse. Il tutto - conclude - senza aggredire o minacciare, anche se i toni erano accesi. Respingo ogni altra accusa».
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