Italia
La mostra. Si punta a riscoprire un artista che ha amato profondamente Viareggio
La città vista da Mario Marcucci
Isotta Boccassini
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ESPOSIZIONE. La mostra a Palazzo Paolina Scorci e luoghi dell'anima nelle opere del pittore a Palazzo Paolina
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VIAREGGIO. Spesso gli eventi ci portano a dimenticare chi siamo e da dove veniamo, ma chi custodisce dentro di sé un amore sconfinato per la propria terra non può cancellare le immagini e le memorie che hanno caratterizzato la propria esistenza. Specialmente se legate ad una città come Viareggio. La retrospettiva "Mario Marcucci e Viareggio. Ambienti e riflessi sentimentali", aperta al pubblico a partire da ieri a Palazzo Paolina e a cura di Alessandra Belluomini Pucci, vuole celebrare proprio questo amore. Onorando allo stesso tempo la memoria di un artista non ancora completamente scoperto, ma che ha messo la sua arte a disposizione di Viareggio tramite la rappresentazione di paesaggi, atmosfere, scorci delle marine, delle Pinete, delle darsene, di strade e piazze. La mostra dedicata a Marcucci, nato a Viareggio il 28 agosto 1910 e qui morto il 2 maggio 1992, ideata anche per ricordare il centenario dalla sua nascita, racconta attraverso le sue opere un artista tormentato e complesso, un autodidatta che ha trovato nella città gli elementi principali della sua formazione, grazie anche all'intenso scambio culturale con gli amici e scrittori Luca Ghiselli e Mario Tobino prima, e con l'ambiente artistico degli ermetici fiorentini poi. Il linguaggio di Marcucci, caratterizzato da una personalissima visione e rappresentazione della realtà, che ha sfogato attraverso la pittura su svariati supporti come carta da pacchi, fogli stampati, cartoni da imballaggio, rimane difficilmente classificabile nei movimenti d'avanguardia del Novecento. Questa singolare peculiarità propone infatti, ancora oggi, delle attente riflessioni per un'accurata indagine e riconsiderazione storico artistica della sua produzione. È stato definito "il pittore dei poeti" ed acclamato da personaggi che hanno fatto la storia della letteratura come Manlio Cancogni, che lo ricorda come "l'ultimo pittore del Novecento" ed elogiato dallo scrittore Antonio Delfini, che in una frase, può racchiudere l'elemento ispiratore del progetto espositivo "...Viareggio con le sue piazze alberate, i suoi muri, i suoi piccoli conventi, le sue ragazze taciturne bellissime e felici, e Marcucci sono tutt'uno nell'espressione del pittore". Con l'occasione l'assessorato alla cultura ha ufficializzato il nuovo polo museale della città costituito dalla Galleria d'Arte moderna e contemporanea Lorenzo Viani e Villa Paolina Bonaparte, con la precisa missione di diffondere e promuovere il patrimonio culturale e artistico del territorio, cercando di riportare Viareggio oltre una dimensione provinciale alla quale per troppo tempo è stata relegata.
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