Il Tirreno

Versilia

«Il Cavanis vale 20 milioni»

Marco Pomella
Il sindaco Bertola e villa Le Pianore
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Il sindaco Bertola e villa Le Pianore

Il Comune cerca privati per concorrere all'acquisto

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 CAPEZZANO. Imprenditori privati cercasi. Il Comune ribadisce l'intenzione di acquistare Villa Cavanis per farne un polo culturale, espositivo e convegnistico. Ma la proprietà, i frati che da anni possiedono la struttura, hanno intenzione di vendere non solo l'edificio storico e il parco, ma anche tutto l'immobile laterale. La cifra in ballo sfiora così i 20 milioni di euro; troppo, perché un piccolo Comune di neanche 25 mila anime possa sobbarcarsi l'intera operazione.  Quella, a cui pensa il sindaco Giampaolo Bertola e la sua amministrazione è ad una join venture tra pubblico e privato. Il Comune si "prenderebbe" la parte storica, l'edificio principale. Il privato (i frati hanno già contattato e incontrato 2-3 imprenditori) si farebbe carico del parco e soprattutto del vecchio convitto.  Per farne cosa? «Per quanto ci riguarda - dice il sindaco Giampaolo Bertola - abbiamo intenzione di valorizzare la villa nella linea adottata negli ultimi anni: convegni, polo espositivo e culturale, fulcro di eventi, manifestazioni e concerti durante tutto l'anno, ma in particolare in estate, sfruttando l'ampio parco». Il Comune sta per riconfermare l'affitto della struttura anche per il 2011. «Il canone che paghiamo - spiega Bertola - è di circa 240 mila euro l'anno. La villa costerebbe tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Ovvio che al momento non abbiamo questa cifra disponibile. Ma contiamo di attivare, vista l'importanza storica, culturale, architettonica e botanica del plesso, anche finanziamenti europei e regionali. Poi potremmo accendere un mutuo; la rata annua non sarebbe di molto superiore ai 240 mila euro che già paghiamo».  Il Comune, entrando in possesso della villa, potrebbe riaccendere un vecchio discorso intrapreso con la facoltà di Botanica dell'Università di Pisa. Quello di attivare un corso di laurea specifico all'interno della Villa; sala congressi e proiezioni all'interno, il vasto repertorio di piante, palme e alberi da studiare all'esterno.  Il "problema" però è che i frati hanno deciso di vendere tutto. Compreso quell'immensa volumetria costruita intorno agli anni '50/ '60, che un tempo ospitava aule e stanze del convitto per gli studenti, prima delle scuole medie, poi del liceo scientifico e linguistico. La cifra totale arriva così a 20 milioni di euro circa. Non solo, perché l'immobile ha bisogno di interventi seri di messa a norma (soprattutto per la parte dell'impiantistica); lavori per almeno un altro paio di milioni di euro.  Di buono però, per quanto riguarda la parte di più recente costruzione, ci sono due cose. Ossia, la possibilità, volendo, di spostare l'immobile, arretrandolo rispetto all'attuale posizione. Ma anche il cambio di destinazione d'uso (cosa. invece. non possibile per la villa, sottoposta a mille vincoli).  Lì dentro, in altre parole, potrebbero sorgere camere d'albergo.  «Escludiamo la destinazione residenziale - dice Bertola - ma ci piacerebbe l'idea di avere grandi stanze di lusso, delle suite, magari destinate come Residenze Sanitarie Assistite per anziani, e come posti letto in convenzione con la Asl. E' un posto ideale; isolati, immersi nel parco e a due passi dall'ospedale e da tutti i servizi primari».

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