Il Tirreno

Versilia

Evasione Tarsu, maxi bollette per le ditte

Luca Basile
La sede del Cosmave a palazzo Luisi
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La sede del Cosmave a palazzo Luisi

Nel mirino sono i grandi piazzali del marmo ma ora si cerca un compromesso

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 PIETRASANTA. Il "pacco-dono" è atteso per l'immediata vigilia di Natale; un regalo, a firma dell'ufficio tributi comunale, di cui però i destinatari - circa 180 aziende del settore marmo e dintorni - farebbero decisamente a meno.  In ballo, si vocifera, oltre 7 milioni di euro di tasse sui rifiuti, non versate negli anni che vanno dal 2004 al 2009, con cartelle di accertamenti che, in alcuni casi, arriveranno anche a varcare la soglia, a carico di alcune aziende, dei 400 mila euro.  Casi limite, certo, ma la problematica sembra essere piuttosto vasta e, del resto, i circa 180 evasori totali sono lì a confermare la complessità della situazione.  Due giorni fa, nella sede del Cosmave, i referenti dell'ufficio tributi di Palazzo hanno incontrato artigiani e titolari di ditte di settore, per la verità presenti in numero assai ridotto; è stata l'occasione per fare il punto della situazione e per decifrarne gli sviluppi.  «A parole, la questione è molto semplice: il Comune deve recuperare quanto non versato per la Tarsu in questi anni e lo fa applicando un certo importo per ogni metro quadrato di piazzale. Così facendo, vengono però fuori accertamenti - ci racconta un artigiano - per centinaia di migliaia di euro, a carico di alcune grandi aziende. A questo punto, la soluzione prospettata è quella di un'autocertificazione dei titolari di attività, che devono dichiarare che il loro stesso piazzale, nel periodo oggetto di accertamento, era per una certa metratura coperto da macchinari, blocchi, opere e quant'altro e che solo una minima porzione dello stesso, quella su cui si applica la Tarsu, risultava libera».  Autocertificazione, da inviare entro la giornata di lunedì prossimo, che di fatto ridurrebbe, e non di poco, gli importi da pagare, già "gonfiati" di penali ed interessi moratori.  Ma è soluzione che, a chi ha pagato più o meno regolarmente in passato, convince relativamente.  «Coloro che hanno già liquidato, a partire dal 2004, importi su metrature di piazzale occupate da macchinari, seguendo questo nuovo ragionamento dovrebbero, quindi, vedersi restituire quanto ingiustamente versato. In realtà, non andrà in questo modo e allora - aggiungono alcuni operatori di settore - l'ingiustizia sarebbe palese. Fermo restando, che è fuori dal mondo chiedere decine di migliaia di euro per i rifiuti ad un'azienda, solo perché ha in dote un piazzale di notevoli dimensioni e che quei rifiuti già li smaltisce per altri canali».  Postilla numerica. A domicilio delle aziende arriveranno due diversi tipi di accertamento: uno riguardante gli anni 2004 e 2005 - che è poi il più temuto, visto che in quel periodo la tassazione era di 4,19 centesimi di euro a mq - l'altro dal 2006 al 2009 - 0,26 centesimi di euro a mq - Esaurita la prima ondata di cartelle, ci sarà un nuovo riconteggio in base alle autocertificazioni presentate dai diretti interessati. Senza dimenticare che esaurito il capitolo, sostanzioso, degli evasori totali, ci sarà poi quello riferito a quei contribuenti, non solo ditte o artigiani, ma anche privati, che sempre a partire dal 2004 hanno dichiarato metrature inferiori, rispetto a quanto, in una fase successiva, riscontrato. Come a dire che, partita si gioca su più campi e che l'esito è, al momento, piuttosto incerto.  

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