Manifesti con i nomi degli indagati e brindisi
Roy Lepore
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38 INDAGATI. Manifesti e brindisi alla stazione Tanti messaggi scritti alla casina dei ricordi: «Finalmente. E' un giorno importante»
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VIAREGGIO. I messaggi alla Casina dei ricordi, con le mani che tracciano parole di conforto, di protesta per il valierato concesso a Mauro Morfetti, amministratore delegato di Fs, di speranza per le indagini che senbrano finalmente ad una svolta. Trentotto indagati, un anno e mezzo dopo. Nonostante il freddo, ieri sera intorno alle 21 l'elenco è stato affisso alla stazione. Dove si è anche brindato. Il passaggio successivo è stato a largo Risorgimento, alla "Casina". Dove sono custoditi gli omaggi, i volantini, le testimonianze dirette di chi, come è giusto che sia, non intende dimenticare. Il giorno in cui ci furono i primi avvisi di garanzia da parte della Procura di Lucca per i presunti colpevoli di quanto accaduto alla "Casina" in diversi si ritrovarono lì per stappare una bottiglia di spumante. Ieri, dopo la notizia che si è diffusa in città dei trentotto indagati, sono stati lasciati lasciati nuovi messaggi nel diario da parte di alcuni visitatori. «È un altro Natale triste che si sta avvicinando per la perdita di 32 innocenti. La Procura di Lucca finalmente ha inviato ulteriori avvisi di garanzia. È un giorno importante». Sono diversi quelli che hanno voluto manifestare il proprio dissenso sul cavalierato che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha conferito all'Ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. «Il Presidente Napolitano deve revocare questa nomina. Era ora che finisse nel registro degli indagati. Vergogna che Moretti sia stato proclamato Cavaliere dopo quello che è successo, ci sembra una nomina fuori luogo». In città sono comparsi ieri anche alcuni volantini con i quali è stata espressa soddisfazione per quanto giunto dalla Procura di Lucca. «Finalmente Moretti figura tra gli indagati. Vogliamo, come richiesto da tempo, giustizia e verità per Viareggio». I due comitati dei residenti nella zona del disastro (via Ponchielli, con il presidente Gian Franco Lucatelli e Avif, con il presidente Gianfranco Baldini) hanno epresso «grande soddisfazione per l'ulteriore passo avanti fatto dalla Procura. Ritieniamo - continua la nota - che sia cosa fondamentale aver coinvolto nel processo i vertici della società, nell'ottica dell'imparzialità dell'indagine stessa. Solo l'andamento del processo, che auspichiamo di durata breve, potrà individuare e condannare i veri responsabili». Per "Assemblea 29 giugno", che raggruppa ferrovieri e cittadini mobilitati sul fronte della verità e della giustizia, ma anche su quello della sicurezza sul lavoro, «un primo risultato è stato ottenuto: che tra gli indagati vi sia l'Ad del Gruppo ferrovie e gli Ad delle società (ferroviarie) e non coinvolte nella strage. Questo risultato mostra che la Procura, ad oggi, non ha fatto sconti a nessuno e che la mobilitazione dei familiari delle vittime, dei lavoratori, dei giovani, dei cittadini ha "contato" per questo risultato. Ma noi non siamo mai contenti. Primo perché siamo di fronte ad una strage: 32 vittime, feriti gravissimi, superstiti, sopravvissuti, una zona distrutta, una città ferita (e non c'è da essere contenti). Secondo perché siamo appena agli inizi di un iter processuale che sarà lungo, complesso e difficile. Noi ci batteremo, come abbiamo fatto fino ad ora, fino in fondo affinché siano accertate le responsabilità e sia garantita la verità. Molto dipenderà dalla partecipazione e dalla mobilitazione». Lungo una strada ancora molto lunga.
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