Attenzione
«Bene la Procura, ma sulla sicurezza c'è molto da fare»
Donatella Francesconi
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La senatrice Manuela Granaiola e a sinistra Enrico Rossi incontra i familiari delle vittime3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Sicurezza: per evitare che un disastro ferroviario come quello del 29 giugno 2009 si ripeta, ma anche per far contare i provvedimenti che l'Italia e la sua agenzia nazionale per la sicurezza hanno preso all'indomani del disastro. Parla la politica, poche ore dopo la notizia dei 38 indagati per la strage di via Ponchielli. «Per il rispetto che si deve ai familiari delle vittime e alle persone coinvolte, la dirigente di Fs farebbe bene a smetterla di negare l'evidenza, assumendosi le proprie responsabilità nell'incidente». Non usa giri di parolae Gianpiero De Toni, parlamentare dell'Italia dei valori, membro della commissione infrastrutture del Senato: «Serve un giro di vite su tutti gli operatori dei servizi pubblici, in grado di frenare la corso al lucro a svantaggio degli standard di qualità e sicurezza». Sulla stessa linea Manuela Granaiola, senatrice del Pd, impegnata sul fronte sicurezza sui binari: «La speranza è che l'individuazione delle cause e delle responsabilità possa concretamente contribuire ad evitare in futuro il ripetersi di tragedie come quella avvenuta a Viareggio». Soddisfatto per le notizie arrivate dalla Procura, il senatore del Pd, Andrea Marcucci: «Ora è tempo che anche il Governo si muova per assicurare uniformità nelle leggi sul trasporto di sostanze pericolose e sulla tracciabilità delle compagnie ferroviarie. Il Governo deve intervenire sulla Commissione europa per chiedere l'armonizzazione delle regole e la verifica dei piani di manutenzione. Mi auguro che il ministro Matteoli sia in grado di riferire quanto prima in Parlamento». Per l'Udc, l'onorevole Nedo Poli sottolinea: «Quella di Viareggio è stata una strage nazionale che ha colpito l'intero Paese. Nonostante ciò, il trasporto di sostanze pericolose su rotaie e la tracciabilità delle compagnie ferroviarie sono ancora orfane di una normativa uniforme. È una lacuna grave che va colmata al più presto». Una «rapida individuazione delle responsabilità», è la richiesta di Raffaella Mariani, deputata del Pd. Mentre Deborah Bergamini, onorevole del Pdl, assicura: «Seguirò con estrema puntualità gli sviluppi delle indagini della Procura di Lucca per quel che resta il più grave incidente ferroviario nella storia d'Italia». Per la Provincia di Lucca, che si è costituita parte civile, parla il presidente Stefano Baccelli: «La Procura ha lavorato bene ed in maniera approfondita. La mia soddisfazione è motivata anche dal fatto che le conclusioni degli investigatori sono coerenti con la relazione stilata dai tecnici che ci assistono nel percorso giudiziario. Il processo sarà lungo, ma sono fiducioso nell'operato della magistratura per l'accertamento della verità, quella che cercano i parenti delle vittime, le istituzioni locali e un'intera comunità». È un sindaco emozionato, quello che commenta la notizia dei 38 indagati pochi minuti dopo che è stata resa pubblica: «Esprimo profonda soddisfazione, anche a nome di tutta la comunità - sono le parole di Luca Lunardini - per l' esito delle indagini fino ad oggi compiute da parte della Procura con la quale sono stato sempre in contatto. Soddisfazione, anche per la "qualità" degli indagati, una dimostrazione dell'attenzione con la quale gli inquirenti hanno operato. Questo però è solo l'inizio, perchè ad ora si tratta di indagati e la giustizia dovrà svolgere tutto il suo corso». Magistratura promossa anche da Enrico Rossi, presidente della Regione e commissario per la ricostruzione a Viareggio: «Mi auguro - è il pensiero espresso - che questo ulteriore passo non susciti né giustizialismo né spirito di vendetta. Visto che risponde in pieno alla necessità che tutti abbiamo: quella che siano interamente accertate tutte le responsabilità che hanno causato una tragedia che ha sconvolto l'intera Toscana e che segna in maniera indelebile tutte le coscienze». Dal fronte della politica cittadina, Sinistra ecologia e libertà sottolinea la battaglia di «una città che non si è mai stancata di chiedere verità e giustizia».
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