Il Tirreno

Versilia

Disagi. Dopo la protesta alle Gragnani, ecco come le medie si organizzano. Non sempre bene

Scuola, la giungla dei ricevimenti

Martina Ambrogi

Per i genitori parlare con i docenti dei figli è spesso una battaglia

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 VIAREGGIO. Parlare con gli insegnanti? Una vera e propria missione eroica. Che ogni genitore, a seconda della scuola frequentata dal figlio, deve affrontare armandosi di pazienza. Perché ogni istituto, medie in particolare, fa a modo suo. E non sempre il risultato è efficace.  Il caso è scoppiato alla scuola media Gragnani di Torre del Lago, dove sembra essere tornata la calma all'indomani del polverone sollevato da alcune mamme circa la disorganizzazione dei colloqui generali con i professori. «Questa protesta per me è una novità - replica la vicepreside Licia Pucci - e la trovo abbastanza strana. Credo che anche negli altri istituti la programmazione dei colloqui con i genitori sia la stessa e tutti si troveranno di fronte ai soliti problemi». In realtà, facendo un giro tra le scuole medie di Viareggio, vediamo che ognuna di loro ha adottato una propria strategia per quanto riguarda il dialogo scuola-famiglia.  Lenci. All'istituto del Varignano già da cinque anni hanno attuato una tattica vincente. «Dopo alcune lamentele presentate dai genitori - spiega il vicepreside Franco Benassi - abbiamo concordato in Consiglio di istituto di suddividere i ricevimenti generali in due giorni: il primo per le materie linguistiche, il secondo per le materie scientifiche. Le famiglie sembrano soddisfatte e in due ore o poco più solitamente riusciamo a parlare con tutti». I ricevimenti individuali della mattina si concentrano invece nei primi quindici giorni del mese e ogni professore ha il suo orario stabilito per incontrare mamme e papà.  Motto. «Sono qui dal 1º settembre - racconta la preside Angela Gadducci - e i genitori mi hanno subito fatto presente i problemi relativi ai colloqui. Per quanto riguarda il ricevimento della mattina, ogni professore una volta alla settimana incontra le mamme e i papà. Un quarto d'ora prima dell'inizio viene appeso un foglio bianco con carta intestata e timbro della scuola in bacheca dove i genitori si possono segnare». La stessa procedura viene utilizzata alla scuola Motto il giorno dei colloqui generali, così anche gli insegnanti possono vedere con quanti devono parlare e possono ripartirsi il tempo.  Jenco. Altri espedienti ancora alle scuole medie della Darsena per evitare le code senza fine. «Già da due o tre anni - afferma la vicepreside Antonella Del Magro - distribuiamo i colloqui generali su due giorni: il primo per due sole sezioni e il secondo per le due rimanenti». Un'opzione alternativa anche per i ricevimenti mattutini. «Per i professori con cattedra e con diciotto ore settimanali abbiamo fissato un giorno della prima e della terza settimana del mese. I professori con meno ore riceveranno una sola volta al mese».  Viani. Al Marco Polo ancora una diversa procedura per venire incontro alle esigenze dei genitori. «I colloqui generali - spiega la vicepreside Simona Nardi - avvengono tutti lo stesso giorno, ma li dividiamo in base a fasce orarie: primo turno riservato alle classi prime, poi alle seconde e infine alle terze». Problemi maggiori si registrano in quest'istituto per i ricevimenti della mattina. «Nonostante ogni insegnante abbia tutte le settimane la sua ora dedicata all'incontro con i le famiglie, spesso qualche genitore rimane escluso. Vogliamo adottare una nuova procedura, magari attraverso un appuntamento telefonico, ma è ancora tutto da decidere».

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