Il Tirreno

Versilia

«Qualcuno pagherà»

Matteo Tuccini

Bernardi: su di noi dette un sacco di falsità Il matrimonio? Lei non voleva finire in istituto

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 MASSAROSA. L'influenza e una tosse fastidiosa lo limitano nella conversazione. Ma ha troppa voglia di dire la sua, Daniele Bernardi, ora che sulla vicenda che in estate ha portato a Massarosa le telecamere dei tg nazionali è calata la parola fine. «Chi ci ha diffamato pagherà - avverte - ci sono stati testimoni che hanno fatto accuse sbagliate. E che hanno detto il falso».  In che senso?  «Dicevano che Ines era pazza e che io avevo carpito la sua buona fede».  E invece?  «Invece Ines sapeva benissimo cosa voleva».  Sposarsi con lei.  «Voleva esautorare la nipote americana. Tra Ines e la nipote non c'è un legame così stretto: si saranno viste una decina di volte in tutta la loro vita. E Ines temeva di finire in un istituto. C'è già stato un precedente, nella sua famiglia. E lei sapeva che quello sarebbe stato il suo destino».  Poi è intervenuto lei.  «Questa cosa è servita per farmi diventare un parente stretto. In questo modo posso occuparmi di lei, starle accanto. Gestire tutte le faccende e fare le commissioni. Sì, anche la spesa, ma non solo. Ines è autonoma, ma capirà, ha bisogno di qualcuno che le stia vicino. Perché il matrimonio? Ci fossero stati i Pacs, avrei scelto quelli».  Che cosa dice sua moglie?  «È tranquilla. Ha ottenuto quello che voleva. Questa vicenda è andata come doveva andare, come avevamo programmato. Nonostante tutte le falsità che sono state dette. E che ci sono costate un mucchio di soldi per difenderci con i legali».  E ora, come sarà la vostra vita?  «Nella casa di via del Pantaneto, o a casa mia, non fa differenza».

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