Italia
Polo nautico, frazionare si può
Donatella Francesconi
Gli uffici comunali: quattro mesi di tempo per dare la risposta
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Polo nautico, l'appuntamento è per martedì prossimo quando è fissato un nuovo incontro a tre, azienda-sindacati-Comune. Negli uffici comunali si lavora, per far quadrare il cerchio. In un botta e risposta tra Ente pubblico e Fiom-Cgil, il sindacato dei metalmeccanici impegnato prima nella vertenza del fallimento Sec, ora nella difesa dell'esperienza consortile e dei posti di lavoro. Partendo da una considerazione: trasmettere all'Agenzia del demanio la richiesta di frazionamento presentata da Polo Nautico «è un atto dovuto» ogni volta che si sia in presenza ad immobili di proprietà dello Stato. Ma non solo: gli uffici comunali ci tengono a ricordare - come vanno sostenendo da tempo - che l'accordo stipulato il 25 maggio 2006 tra i sindacati e Polo Nautico prevede il frazionamento. Il passaggio preso a riferimento - e questo è uno dei punti di discussione - prevede infatti l'assunzione del personale in distacco da parte delle singole imprese. Per la proprietà transitiva, sembra di capire, se passano di mano gli occupati, altrettanto fanno le aree. C'è poi un elemento "tempo" che sta a cuore agli uffici diretti da Angelo Bertolucci: la legge stabilisce in quattro mesi il termine ultimo per definire il procedimento di subingresso in una concessione. Considerando che le richieste dei cantieri che compongono Polo nautico sono state girate all'Agenzia del demanio il 21 aprile di quest'anno, è evidente che i tempi si fanno strettissimi... Ancor più se si considera come la ripartizione dei singoli lotti, e dunque il conseguente frazionamento definitivo dell'area consortile, sia - lo sostengono gli uffici dell'assessore Cima - preorgativa del concessionario sulla quale gli organi competenti non avrebbero diritto a mettere bocca. Tra i documenti che hanno sempre fatto da cornice, prima con l'amministrazione Marcucci ed oggi con quella Lunardini, al confronto tra consorzio nautico, Comune e sindacati, c'è la delibera 34 del 2002 da cui tutto ha origine con l'intento di mettere una pietra sopra al fallimento dello storico cantiere Sec. Secondo quanto circola in questi giorni, a parere degli uffici comunali l'ambito di applicazione di quel documento avrebbe trovato pieno compimento con l'assegnazione delle aree. E non sarebbe più elemento sul tavolo del confronto. Insomma, sembra di capire, per l'ufficio demanio del Comune nulla osterebbe per il via libera al frazionamento. Resta da comprendere se l'assessore Antonio Cima abbia intenzione di far propria la relazione tecnica tale e quale o se intenda giocarsi l'asso nelle manica di un'ultima mediazione possibile. Tenendo conto che su un punto, di tutte le sollecitazioni ricevute dalla Fiom-Cgil, gli uffici di Bertolucci non sembrano convinti a fare marcia indietro: l'esistenza della mensa. Come sostenne qualche settimana fa in commissione urbanistica la funzionaria Patriza Lippi, sulla carta c'è scritto che quei locali sono la mensa, e dunque mensa sia. Nonostante perfino la stessa Polo nautico, a mezzo stampa, abbia spiegato nel dettaglio che l'azienda non ha mai avuto la mensa. E nonostante che questo servizio non sia attualmente attivo, come sotto gli occhi di tutti, funzionari comunali compresi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google