Finanza
Donne scomparse, si cerca nel lago
Claudio Vecoli
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CON OGNI MEZZO. Le ricerche dei carabinieri al lago: con i cani, con lelicottero e con la vanga Le tracce del cellulare dello «zio Massimo» portano sul Massaciuccoli
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VIAREGGIO. Dopo aver scavato nel campo dei misteri di via dei Lecci, le ricerche di Maddalena Semeraro e della figlia Velia Claudia Carmazzi si spostano adesso sul Massaciuccoli. Da ieri mattina, infatti, una cinquantina di carabinieri del battaglione operativo di Firenze stanno setacciando le sponde del lago a caccia di tracce delle due donne scomparse. Ricerche a terra, anche con l'ausilio di cani specializzati, fra i canneti e i ruderi abbandonati che costeggiano il lago; ricerche in acqua, con i sommozzatori del nucleo di Genova; ricerche dall'alto, con gli elicotteristi di Pisa San Giusto. «È come trovare un ago in un pagliaio», ammette un investigatore «ma non lasceremo nulla di intentato». Perché le ricerche proprio nel Massaciuccoli? Gli inquirenti su questo non si sbottonano. E spiegano che la scelta sarebbe dovuta alla relativa vicinanza del lago con il campo dove vivevano le donne (poche centinaia di metri in linea d'aria). Non solo. Già in passato qualcuno, per far sparire dei cadaveri, ha scelto le acque torbide del lago, ideali per far sparire corpi e tracce. Tuttavia sembra esserci un'altra pista che porta dritta dritta al Massaciuccoli. Gli inquirenti avrebbero infatti in mano i tabulati del cellulare di Massimo Remorini, attualmente l'unico indagato della vicenda. Studiando le «celle telefoniche» che l'apparecchio ha agganciato nei giorni in cui si sospetta che sia sparita Maddalena Semeraro (ovvero poco prima della metà di settembre), salterebbero fuori i ripetitori che «coprono» la zona del lago di Massaciuccoli dove si sono attualmente concentrate le ricerche. Inoltre il Remorini - con la sua piccola ditta di lavori in muratura - conosce bene la zona, spesso utilizzata come discarica per materiali edili di risulta. Naturalmente si tratta di indizi flebili. Sia perché non si è ancora riusciti a stabilire delle date certe riguardo alle scomparse di Velia (nella seconda metà di agosto) e di Maddalena (nella prima metà di settembre), sia perché non è affatto detto che il Remorini abbia avuto un ruolo nella vicenda (al momento è infatti indagato per sequestro di persona e circonvenzione d'incapace). Salvo improvvise svolte, le ricerche delle due donne andranno avanti per alcuni giorni. I carabinieri hanno infatti iniziato a perlustrare le zone più prossime alle sponde e dunque più facilmente raggiungibili con una macchina o un furgone. Ma non è escluso neppure che i corpi siano stati trascinati su un barchino e poi portati a largo, dove l'acqua del lago è più profonda. Una cosa è certa. Malgrado le dichiarazioni di facciata («Continuiamo a cercare le due donne ancora in vita», hanno ripetuto anche ieri i carabinieri), tutti ormai sono convinti che Maddalena e Velia sono morte. Da tempo.
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