Il Tirreno

Versilia

Rimessaggio era previsto al Gianetti

Affonda motoscafo diretto in città

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 VIAREGGIO. Riguarda in qualche modo anche Viareggio la tragedia del motoscafo affondato al largo di Gaeta, che ha causato - al momento in cui andiamo in stampa - un morto e due dispersi.  Il motoscafo, infatti, era stato costruito in un cantiere della città, il Gianetti, e ieri mattina era partito da Castellammare di Stabia in direzione della Versilia per il rimessaggio invernale.  «E' una barca che può navigare anche in condizioni di mare agitato, e mi risulta che stamani (ieri, ndr) non fosse così. Non capisco cosa possa essere accaduto, lo scafo è nuovo. Sono in apprensione per le persone che sono disperse: spero tanto che ci siano notizie positive».  A dirlo è Fabrizio Gianetti, proprietario del cantiere Gianetti dove è stato costruito il 14 metri affondato nelle acque antistanti la costa laziale.  Gianetti non sapeva che lo scafo fosse diretto al suo cantiere per il rimessaggio invernale, lo ha appreso solo in mattinata quando sono scattate le ricerche. «E' uno scafo nuovo - ripete -, acquistato dal proprietario campano circa un anno fa. Non riesco a capire cosa possa essere successo».  Secondo quanto si è appreso al Comando generale delle Capitanerie di Porto, il natante era partito ieri mattina da Castellammare di Stabia diretto a Viareggio, in cantiere. A bordo tre persone, due uomini e una donna.  Alle 9.36 è giunta una chiamata di soccorso al 1530, il numero di emergenza della Guardia costiera: il motoscafo stava imbarcando acqua.  L'ultimo contatto con l'imbarcazione c'è stato quando questa era a circa 6 miglia dalla costa di Gaeta. Subito è scattata la macchina dei soccorsi, coordinata dalla Capitaneria di Porto di Gaeta.  Tra i mezzi coinvolti nei soccorsi, motovedette della Guardia costiera, dei vigili del fuoco e della Guardia di finanza, oltre a un elicottero. ALTRO SERVIZIO A PAG.8

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