Gioco
«Impossibile aprire per guadagnare 5 euro al giorno»
Marco Pomella
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LIDO. Il banco piange. Quando si incassano 5 euro in una giornata, 35 il giorno dopo e 160 euro quello successivo, non c'è da chiedersi troppo a lungo se è meglio restare chiusi. I commercianti della Passeggiata non ci stanno a sentirsi bistrattati dal sindaco Bertola. «Venga lui a mostrarci come attirare gente, senza eventi in Passeggiata e con i parcheggi a pagamento anche in inverno». I negozi chiusi sul lungomare (tranne qualche eccezione) hanno innestato una polemica senza fine. L'opposizione punta il dito contro il sindaco, il quale accusa gli imprenditori di scarsa lungimiranza. Per capire meglio il problema servono però i numeri. E chi ha il coraggio di mostrarli è il Caffé Godot, uno dei bar che erano aperti lo scorso inverno, e che, invece, per questo dicembre ha deciso di lasciare le saracinesche abbassate. I numeri che ci mostra il Godot sono gli incassi giornalieri del dicembre dello scorso anno. Una casella parla da sola: incasso di 5 euro. Ce ne sono poi tante altre da 50-60 euro, e giornate migliori, in cui si incassano tra i 100 e i 200 euro. L'unica eccezione è stata il 27 dicembre del 2009: mille euro di incasso. Ma era la domenica (di sole) dopo il ponte del Natale 2009. «Per andare pari - spiega il titolare del Caffé Godot - devo incassare 250 euro al giorno. Altrimenti, tra personale, corrente elettrica, riscaldamento e generi alimentari per il bar è una perdita. Nel dicembre 2009 su ventotto giorni di lavoro ho incassato più di duecento euro solo in un paio di occasioni. E qualcuno si chiede ancora, perché quest'anno siamo rimasti chiusi?». Un discorso simile lo fa la stragrande maggioranza dei negozi della Passeggiata, che ha, infatti, deciso di non aprire battenti, neanche durante le feste natalizie. Disposti a continuare a pagare gli affitti (che nel 90% dei casi sono annuali), ma non dipendenti e spese varie. A questi, vanno aggiunti però quei negozi (e non sono pochi) che non sono gestiti da persone terze, ma direttamente dai concessionari degli stabilimenti balneari. Negozietti, che vendono teli da mare, ombrelloni e palloni gonfiabili, che evidentemente non hanno alcun motivo di restare aperti in inverno. Se anche chi ha provato a rimanere aperto quest'anno ha dovuto rinunciare, è evidente che la colpa è da cercare altrove. «Era stato promesso - ricordano molti commercianti del lungomare - che d'inverno sarebbe stata tolta la sosta a pagamento. Stiamo ancora aspettando. In inverno poi, non ci sono mercatini, non ci sono eventi, non c'è nulla per attirare gente. La verità è che questa Passeggiata è stata pensata per l'estate». E' un cane che si morde la coda: chiusura chiama chiusura. «Se non ci sono più negozi che attirano le famiglie e lo shopping, ma solo bar e ristoranti - si chiede il titolare del Godot - a che serve tenere aperto l'ennesimo bar?». Infine, i commercianti, sulla linea di quanto chiesto ultimamente da Andrea Favilla di Rifondazione, chiedono sgravi e agevolazioni (su Tarsu e suolo pubblico, ad esempio) per chi resta aperto più di 4-5 mesi l'anno.
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