Sicurezza
Rapinato con un coltello puntato alla gola
Matteo Tuccini
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RAPINA. Ernesto Massi nel suo laboratorio «Dammi i soldi o ti ammazzo». Terrore sotto casa per il titolare del forno Be' Mi' Tempi
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VIAREGGIO. Un colpo alla spalla per disorientarlo. Una lama che si punta sulla gola. E una frase che non ammette repliche: «Dammi i soldi o ti ammazzo». Tutto questo accade in pochi secondi. E per Ernesto Massi, 65 anni, titolare del panificio Be' mi tempi, la normale uscita da casa per recarsi al lavoro diventa un incubo. Che ancora lo perseguita. «Ogni volta che ne parlo, mi tremano le gambe», racconta Massi. Oltre alla paura, per il commerciante - uno dei più conosciuti di Viareggio - ci sono state anche delle conseguenze fisiche: la botta gli ha provocato una lussazione alla spalla, ed è stato costretto a medicarsi al Pronto soccorso. Attimi di terrore. L'episodio è avvenuto pochi giorni fa, proprio sotto l'abitazione dei Massi in via Aurelia sud al Varignano. «Erano le 5 del mattino - afferma il proprietario (con due soci) di un forno con numerosi punti vendita in città - come sempre stavo uscendo da casa per recarmi al nostro laboratorio in via Libeccio. È successo tutto in pochi attimi: il delinquente, che si era nascosto dietro una siepe del giardino del nostro palazzo, è balzato fuori, mi ha dato una botta alla spalla e mi ha puntato un coltello alla gola». Il malvivente aveva il volto mascherato e parlava italiano. «Era magrissimo, probabilmente era un tossicodipendente - dice Massi - Mi ha detto che voleva i miei soldi. Io ero terrorizzato. Poi mi ha frugato nella giacca, mi ha preso i documenti e 130 euro in contanti. "Non mi bastano", ha detto, "Ne voglio altri. Dammene altri o ti ammazzo"». A quel punto Massi cerca di disorientare a parole il rapinatore. «Se vuoi vado a prendere altri quattrini al forno, stavo andando proprio là». Ma il malvivente quasi s'arrabbia: «Non se ne parla, se abiti qui sopra vai in casa e prendi altri quattrini». Perciò Massi sale. Ma invece di dirigersi verso la propria abitazione suona alla porta di un carabiniere che vive in un appartamento al 1º piano. Il militare apre e capisce subito cosa sta succedendo. A quel punto basta farsi vedere, e il rapinatore fugge via a gambe levate. «Sono andato al lavoro comunque - dice Massi - poi mi sono fatto accompagnare al Pronto soccorso dell'ospedale dove mi hanno riscontrato una lussazione». Il commerciante ha presentato una denuncia ai carabinieri. «Ora sono costretto a farmi accompagnare». Per il proprietario del forno, ora, anche uscire di casa dà una sgradevole sensazione. «Sono costretto a farmi accompagnare al laboratorio - dice - e ancora oggi provo paura quando ripenso a quanto accaduto. Ma ho deciso comunque di raccontare questo episodio perché la gente come me stia attenta, e soprattutto denunci immediatamente alle forze dell'ordine se sono state vittime di rapine e furti. Non bisogna tacere, star zitti è un modo per darla vinta ai criminali».
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