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Ora i carabinieri indagano su un oliveto a Gualdo intestato a David Paolini
Claudio Vecoli
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VIAREGGIO. Un oliveto sulle colline di Massarosa. Di cui risulta unico proprietario David Paolini. È la nuova pista su cui stanno lavorando i carabinieri per cercare indizi utili alle indagini sulla scomparsa di Maddalena Semeraro e della figlia Velia Claudia Carmazzi, madre e figlia di cui si sono perdute le tracce dall'estate scorsa e delle quali si teme siano stati nascosti i cadaveri. L'uliveto in questione - un appezzamento di 1250 metri - si trova fra Gualdo e il Monte Pitoro. Ed è intestato appunto a David Paolini, il figlio ventiduenne di Velia e nipote di Maddalena. Gli investigatori stanno cercando di capire con quali soldi sia stato acquistato il terreno (di cui non è conosciuto il valore commerciale). E, soprattutto, se quel denaro sia arrivato dalla compravendita delle due case di proprietà di Maddalena Semeraro (e di cui possedeva una quota anche David). Una ipotesi, questa, che potrebbe servire ad alleggerire in qualche modo la posizione di Massimo Remorini, lo «zio» di David che gli inquirenti sospettano possa aver avuto dei vantaggi economici dalla vendita della «viareggina» di via Machiavelli e dall'appartamento di via della Caserma a Torre del Lago all'avvocato Massa. Anche la vicenda dell'oliveto di Gualdo, però, presenta una serie di lati poco chiari. Stando a quanto avrebbe dichiarato David Paolini sull'argomento, a trattare l'acquisto del terreno sarebbe stato ancora una volta il Remorini. Che avrebbe gestito l'intera operazione per conto di David. Tanto che il giovane - evidentemente fidandosi ciecamente dello «zio» - non avrebbe mai neppure visto il terreno acquistato. Insomma, il giallo delle due donne scomparse si arricchisce di un nuovo capitolo. Ma non è detto che aiuterà a far chiarezza sul caso.
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