Il Tirreno

Versilia

Sanità. «Era un’anziana autosufficiente, ora ha bisogno di assistenza continua»

«Ecco il calvario di mia madre»

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OSPEDALE. L’ingresso del Versilia

La denuncia: tre interventi al femore per la noncuranza

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 VIAREGGIO. «Mia madre è stata operata per una frattura al femore. E da quel momento è iniziato un travaglio che non è ancora terminato. Ha subito tre interventi con relative anestesie nell'arco di un mese, e ogni volta volevano dimetterla perché considerata guarita».  La denuncia, presentata con una lettera al Tribunale del malato dell'ospedale Versilia, è di Alfreda Bonini. Che spiega: «Prima dell'operazione - dice - mia madre, pur avendo 92 anni, era una persona in grado di muoversi col bastone, lavarsi, mangiare con le proprie mani, leggere e sentirsi utile. Ora è in un letto, non mangia, deve essere lavata e sicuramente non riuscirà a rimettersi in piedi. Tutto questo - secondo quanto afferma Alfreda Bonini - a causa dell'indifferenza del personale ospedaliero che si è limitato a dire che ormai è una donna anziana e più di così non si può fare».  La signora Bonini riepiloga così le vicissitudini di sua madre, Iole Giovannetti. «Mia madre è stata ricoverata venerdì 22 ottobre a causa della frattura al femore sinistro ed è stata operata lunedì 25 ottobre. Considerando l'età, 92 anni, e il suo problema dell'asma, l'intervento è riuscito senza alcune complicazioni. Giovedì 3 novembre è stata dimessa dall'ospedale senza provvedere ad un controllo, tra l'altro non hanno neanche provato ad alzarla in piedi».  «Lunedì 8 - continua - è stata portata di nuovo in ospedale a causa della mancata alimentazione, perché provava forte dolore e continuava a non mangiare. Martedì 9 su insistenza del medico curante Guido Garibaldi è stata trasferita nel reparto di medicina generale. Il giorno successivo ha cominciato a sanguinare incessantemente dalla ferita: hanno provveduto a dare ulteriori punti di sutura, in camera e senza anestesia, e una trasfusione di tre sacche di sangue a causa della forte anemia rilevata nella paziente, mentre nei giorni seguenti gli infermieri dovevano passare a medicare la ferita almeno due volte al giorno»  «Sabato 13 novembre - prosegue - è stata fatta una radiografia che ha mostrato il malposizionamento della placca. Mia madre è stata sottoposta a un nuovo intervento. Poi è stata trasferita alle Barbantine, ma il sanguinamento continuava e così mia madre è stata sottoposta mercoledì 24 novembre al terzo intervento».  I familiari ora sono arrabbiati: «Ci rivolgeremo a un avvocato, è un caso grave».

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