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Versilia

2003, prime indagini su Massimo Mallegni: la Procura archiviò

2003, prime indagini su Massimo Mallegni: la Procura archiviò

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PIETRASANTA. Il mese trascorso fra il 13 gennaio 2003 e il 12 febbraio di quell'anno fu un periodo di intenso lavoro per l'ispettore di polizia Salvatore Bono. Aveva ricevuto, infatti, la delega dell'allora sostituto procuratore Antonio Dal Forno, per indagare su delicati fatti che stavano accadendo nel Comune di Pietrasanta e che all'attenzione della Procura furono portati dall'ex comandante dei vigili Antonella Manzione. Un'indagine che, nell'informativa conclusiva, indicava alcuni fatti, che oggi sono in discussione nel maxiprocesso contro Massimo Mallegni e altre 27 persone. Ma che, tre anni prima degli arresti del 2006, la Procura non ritenne degna di essere proseguita.  I particolari della vicenda sono emersi ieri mattina nell'ennesima udienza davanti al tribunale collegiale di Lucca. Dove l'ispettore Bono è stato chiamato a deporre dai legali di Mallegni, Luca Saldarelli e Sandro Guerra.  La linea della difesa, infatti, è che tutti i mali del loro illustre assistito siano nati dall'allontamento della Manzione e dal sucessivo esposto di 92 pagine, presentato alla Procura di Lucca. Salvo poi - come gli avvocati hanno più volte detto nel corso del processo - «lasciare il fascicolo contro Mallegni in un cassetto, pronto a essere tirato fuori al momento giusto».  L'udienza di ieri mattina è vissuta su due momenti distinti. Il primo è stato monopolizzato da Mallegni, che con le sue dichiarazioni spontanee ha "preparato il terreno" per la testimonianza di Bono. L'ex primo cittadino ha ricordato l'esposto presentato da Antonella Manzione (salito alla ribalta della cronaca anche nel processo per la "multa strappata"): «Da lì nascono tutte le mie disgrazie penali - ha ricordato Mallegni - anche se dopo le indagini di Bono il Pm non ritenne di proseguire. Poi quel fascicolo venne ripreso anni dopo». Mallegni non lo mette a verbale, ma non è un mistero che il soggetto che riprese in mano il fascicolo fu Domenico Manzione, fratello di Antonella.  Subito dopo Mallegni, al microfono si è accomodato l'ispettore Bono, per una deposizione contrastata e segnata da tensioni con l'avvocato Guerra. L'ispettore di Pg ha spiegato di aver ricevuto la delega a indagare dall'allora procuratore capo Giuseppe Quattrocchi. Metà del suo lavoro consistette nell'ascoltare i testi della Polizia municipale su episodi che, in seguito, hanno dato via a inchieste e processi (la multa strappata, l'utilizzo "abusivo" dell'auto blu). Ma, ieri, l'attenzione è stata puntata su quanto Bono seppe da una "fonte confidenziale" in materia d'urbanistica. In queste rivelazioni compaiono nomi, circostanze e luoghi del processo in corso: «L'adozione di varianti al piano urbanistico - scrive Bono - sarebbero state determinate da richieste effettuate da società, nelle quali sarebbero coinvolti familiari del sindaco Mallegni». E via con gli esempi: il comparto 51, con la citazione del padre Mario Mallegni. E poi l'area Pierotti, sull'Aurelia. E il parcheggio lungo via dell'Unità d'Italia, che avrebbe permesso l'ampliamento degli alberghi, a partire da quello di Fantechi (non meglio identificato e definito "amico del sindaco"). Ancora, si parla di un'area limitrofa al comparto 51, di proprieta di Emilio Equizi (prosciolto con il rito abbreviato). E qui entra in scena l'ex vicesindaco Marmo Marchi, che secondo Bono avrebbe garantito a Equizi «la possibilità di efidicare in un'area che, invece, è destinata a verde pubblico». Bono cita poi anche l'architetto Roberto Mazzei (poi deceduto), spiegando che riusciva ad avere un canale preferenziale per far approvare i propri progetti e le proprie sanatorie. Erroneamente Bono (o, meglio, il suo informatore) indica Mazzei come cugino del sindaco, mentre era cugino di Marchi.  Alla fine della ricostruzione, Bono chiese alla Procura di poter approfondire le indagini. «Ma non ne seppi più nulla», ha spiegato dal banco dei testimoni. L'inchiesta, in realtà, sarebbe scoppiata solo tre anni dopo, quando Mallegni aveva ottenuto la rielezione.

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