Sicurezza
Via Rotta... di nome e di fatto
Simone Tonini
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QUERCETA. Probabilmente un bell'aspetto non l'ha mai avuto, altrimenti non sarebbe stata chiamata Via Rotta: per non smentire il nome la situazione in questa strada è preoccupante. Eppure si tratta di una via con tante aziende e alcune abitazioni, dalla quale si arriva al depuratore consortile costeggiando l'argine del Versilia verso monte. Il tratto più dissestato è proprio quello ai lati dell'impianto di depurazione, in direzione Massa e direzione monte. Buche che si trasformano in laghetti, pozzanghere quasi navigabili, per buona pace di chi deve transitare. Il mezzo più idoneo per percorrerla, se non si ha una canoa, è sicuramente un fuoristrada. E la gente si lamenta. «La strada è pericolosa - dice un imprenditore - perché le macchine, con tutta questa acqua, non riescono neppure a frenare. Si rischia che da queste parti non venga più nessuno se via Rotta non sarà sistemata». D'estate nella parte terminale della strada si forma uno strato di polvere bianca che al passaggio dei mezzi, si alza sporcando tutto: certamente non un incentivo a tornare per chi si è recato nella zona per motivi di lavoro o imprenditoriali. Buche e dissesti a parte, un po' tutta la strada sembra trascurata: cigli friabili, scarsa illuminazione, depositi di materiale sotto il cavalcavia e minidiscariche sparse qua e là. La gente che risiede o lavora nella zona magari non chiede che venga cambiato il nome, via Rotta: la sostanza, quella, sì.
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