Il Tirreno

Versilia

«Moretti cavaliere, Napolitano ci spieghi questa scelta»

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. «Presidente Napolitano, quali motivazioni l'hanno spinta a firmare il conferimento dell'onorificienza di cavaliere del lavoro per Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs?. Sicuramente la decisione non è stata Sua. Ma sappia che quei bilanci risanati, sono stati risanati anche col sangue dei nostri cari perché si è scelto di tagliare, di risparmiare sulla sicurezza».  Così hanno scritto i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giungo 2009 al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitamo. Chiedendo di essere ricevuti «in modo da poter, con franchezza, avere delle spiegazioni che ci aiutino a superare il dolore e lo sconcerto che questa situazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha gettato su di noi».  La lettera è firmata da Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei" che riunisce i familiari delle vittime della strage.  «Come mia figlia, Emanuela Menichetti, altre 31 persone non ci sono più e tante porteranno per sempre sul corpo i segni di quella maledetta notte. Come noi numerose famiglie vivono nel dolore continuo e inguaribile e per tutti noi, e per la città di Viareggio che ha visto un suo quartiere interamente distrutto, niente sarà più come prima. Dalla notte del 30 giugno per due mesi non ho mai visto la televisione; il 7 luglio non ero ai funerali di Stato, stavo sperando, davanti ad una porta di un ospedale, che mia figlia vivesse. Dopo, nel tempo, sono "riuscita" a vedere quelle immagini ed ho anche visto Lei, visibilmente commosso ai funerali ed una sua foto col disegno che Leonardo Le ha donato. Leonardo, che non ha più i suoi fratellini e la mamma.  Ho anche letto le audizioni che il signor Moretti ha reso al Senato della nostra Repubblica: l'incidente di Viareggio è stato da lui definito "uno spiacevole episodio", e "quando accade un incidente sembra che caschi il mondo" ed ancora "le nostre ferrovie sono le più sicure d'Europa". Ma di che cosa sta parlando? Noi stiamo parlando di "vita", di "persone" che stavano tranquille nella "sicurezza" delle loro case, che adesso non ci sono più e non riusciamo e non possiamo darcene pace!  Sa, Presidente: quando voglio vedere mia figlia devo andare al cimitero e quando la guardo mi vergogno di essere viva perché è innaturale e disumano che una madre vada a trovare la propria figlia al cimitero! Noi familiari ci chiediamo: perché ha firmato quell'onoreficienza?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca