Il Tirreno

Versilia

Carcasse di animali e rifiuti pericolosi nel campo dei misteri

Roy Lepore e Matteo Tuccini
<strong>SCAVI. </strong>La ruspa al lavoro nel terreno in via dei Lecci L’ultima casa di Velia e Maddalena
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SCAVI. La ruspa al lavoro nel terreno in via dei Lecci L’ultima casa di Velia e Maddalena

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Il campo dei misteri ha un cuore putrescente. La ruspa lo spolpa ed estrae rifiuti puzzolenti come se fossero viscere. Sono le carcasse di animali e i materiali inquinanti: eternit, rifiuti pericolosi. E tutti - carabinieri, giornalisti, passanti - capiscono che quel terreno in via dei Lecci, se non nasconde i corpi di Maddalena Semeraro e della figlia Velia Claudia Carmazzi, scomparse da 4 mesi, ha comunque il male dentro. Se non fosse che parliamo di una tragedia possibile e forse già avvenuta, la scena fa venire in mente i film grotteschi di Quentin Tarantino, dove il marcio fa bella mostra di sé e si sente pure importante. E la scritta "Edilmare di Paolini", passata con la vernice su un palo, non è che la ciliegina beffarda.  Le ricerche sono ancora vane. Velia e Maddalena non si trovano. Due giorni di escavazioni, di sopralluoghi, di esami con le unità cinofile non hanno prodotto risultati concreti. Gli inquirenti non si arrendono, sussurrano che ora toccherà al lago di Massaciuccoli essere passato ai raggi x. Ma l'impressione è che l'agognata svolta delle indagini, qualcosa che faccia luce sulla scomparsa di due donne che sembrano svanite nel nulla da 4 mesi, sia ancora di là da venire. E certo non ha aiutato l'ulteriore punto interrogativo fornito dal suicidio di Carlo Mauro Paolini, avvenuto forse pochi istanti prima che i carabinieri iniziassero il secondo giorno di ricerche nel campo. Discarica abusiva. Dopo le otto ore di lavoro di giovedì, ieri mattina alle 9 i militari hanno iniziato a scandagliare di nuovo il terreno dove Velia e Maddalena vivevano in roulotte, secondo gli inquirenti per scelta di Massimo Remorini, ad oggi unico indagato dalla Procura per sequestro di persona e circonvenzione d'incapace. Anche lui era presente, assieme al suo avvocato Giorgio Paolini, come da garanzia di legge: l'Edilmare è roba sua. Se ne è andato dopo le 12, quando ha saputo del suicidio in via della Bozzana.  Quello che emerge dal lavoro di tecnici con il georadar, militari e cani dell'unità cinofila, se non una traccia o un indizio, è una massa di materiale abbandonato. C'è un'auto ribaltata e ridotta a scheletro, come se qualche strano mostro l'avesse divorata (probabilmente è stata usata come fornitrice di pezzi di ricambio). C'è ancora la carrozzina di Maddalena, ci sono lastre di eternit. Ci sono lavatrici rotte, mobili consunti, persino stoviglie che traggono origine chissà da quale notte dei tempi. E ci sono resti di animali morti, soprattutto maiali, lasciati al loro magro destino.  Dopo qualche ora gli uomini del maggiore Andrea Pasquali capiscono che tutto questo materiale può essere pericoloso. «Trenta centimetri sotto il terreno - afferma il comandante Pasquali - c'è una falda acquifera, ci sono rischi per l'ambiente. Abbiamo chiesto l'intervento del Nucleo operativo ecologico di Firenze».  Così nel pomeriggio inizia l'ulteriore sopralluogo dei militari del reparto ambientale. La ricerca continua fino a sera, e - assicurano gli inquirenti - continuerà ancora. Magari cercando in altri posti, come suggerito da una cittadina che ieri ai militari ha parlato di un sacco nero gettato in un fosso. Nuovo sequestro. Ci sarà, comunque, un'ulteriore richiesta di sequestro dell'area in via dei Lecci, proprio a causa della presenza di rifiuti pericolosi, dopo un primo esame del Nucleo ecologico dei carabinieri arrivati ieri da Firenze e diretti dal capitano Mario Ferri. L'accusa nei confronti del titolare del campo è di gestione illecita di rifiuti in stato di abbandono. Nel corso delle operazione di scavo sono stati rinvenuti in dettaglio batterie, elettrodomestici, carcasse di animali, rifiuti plastici, materiale elettronico. I carabinieri, inoltre, chiederanno al sindaco Luca Lunardini e all'Asl 12 di mettere in sicurezza l'area e di bonificare il sito.

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