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Versilia

LA CURIOSITÀ

Quel georadar che sembra uno strano triciclo

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IL RADAR CHE SEMBRA UN TRICICLO. Il georadar dell’Università di Roma utilizzato per le ricerche

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 VIAREGGIO. Da lontano sembra uno strano triciclo. In realtà quello utilizzato ieri nel campo dei misteri per le ricerche dei corpi di Maddalena Semeraro e Velia Claudia Carmazzi è un georard che, collegato ad un computer portatile, permette di rilevare eventuali anomalie del terreno sottostante. E, di conseguenza, individuare «qualcosa» sepolto sotto terra fino ad una profondità di circa due metri e mezzo.  Lo strumento è arrivato direttamente dal dipartimento di scienze della terra dell'Università di Roma e ad utilizzarlo è stato chiamato uno staff tutto al femminile coordinato dalla dottoressa Eva Sacchi e formato anche da Roberta De Santis e Ilaria Paparella.

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