Lutto
Rivolta dei balneari contro il caro-canoni per i parcheggi
Luca Basile
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PIETRASANTA. Balneari sulle barricate. «I parcheggi degli stabilimenti? Visti gli aumenti richiesti per il canone di concessione, valuteremo se rinunciarvi, lasciandoli a disposizione del Comune». Parole del presidente dell'associazione di categoria di Marina, Francesco Belli; una presa di posizione clamorosa a «fronte di un'impennata media del costo a nostro carico, degli stessi canoni, pari al 40%, con punte intorno al 70%. Al momento, non c'è ancora l'ufficialità sugli importi che l'amministrazione comunale ci verrà a chiedere, ma le cifre che girano sono queste e, se fossero confermate, gli associati si riuniranno per decidere il da farsi. Di certo, ad oggi, non possiamo neppure escludere di lasciare i parcheggi nelle mani del Comune; non ci sembra equo quanto ci viene richiesto».
Nel bilancio 2010, per i canoni dei parcheggi, nelle casse dell'ente sono entrati 170 mila euro. «Che il prossimo anno dovranno diventare - prosegue Belli - 230, 240 mila euro. In media ogni balneare pagherà per l'uso dei parcheggi circa 600 euro in più. Se poi ci aggiungiamo l'oramai sicuro aumento della Tarsu, le spese per il lavarone, i canoni della spiaggia e tutte le incertezze inerenti alla nostra attività, il quadro è completo. Ripeto, il rincaro lo avevamo messo in conto, ma non di queste dimensioni. E allora, se la strada che il Comune intende portare avanti è questa, vorrà dire che, in caso di nostra rinuncia, saranno loro a garantire pulizia, decoro e manutenzione di questi parcheggi. Non dimentichiamo - precisa Belli - che queste aree in buona parte sono destinate a verde, spazi che richiedono una cura continua.
E' vero che il Comune premia, al momento del pagamento, chi propone siepi, fiori e giardini davanti al proprio stabilimento, ma il problema del rincaro dei canoni resta pesante. Durante la prossima assemblea, quindi, stabiliremo se mantenere i parcheggi o meno». Scelta però, quest'ultima, che potrebbe avvantaggiare qualche altra categoria, leggi gli albergatori, da sempre particolarmente attratti da questa striscia con vista spiaggia. Ma in un contesto di offerta turistica, conviene al concessionario rispedire al mittenti i parcheggi per i clienti? «E' un servizio importante - spiega Belli - ma ritengo sbagliato vederlo come decisivo. Il turista e, comunque, il cliente in genere, continuerà a venire sul mare. Certo, prima di decidere, in un senso o nell'altro, ci rifletteremo molto bene, ma è evidente che non vogliamo farci prendere per la gola e, quindi, nel rispetto delle parti, valuteremo cosa è meglio per la categoria».
Nel bilancio 2010, per i canoni dei parcheggi, nelle casse dell'ente sono entrati 170 mila euro. «Che il prossimo anno dovranno diventare - prosegue Belli - 230, 240 mila euro. In media ogni balneare pagherà per l'uso dei parcheggi circa 600 euro in più. Se poi ci aggiungiamo l'oramai sicuro aumento della Tarsu, le spese per il lavarone, i canoni della spiaggia e tutte le incertezze inerenti alla nostra attività, il quadro è completo. Ripeto, il rincaro lo avevamo messo in conto, ma non di queste dimensioni. E allora, se la strada che il Comune intende portare avanti è questa, vorrà dire che, in caso di nostra rinuncia, saranno loro a garantire pulizia, decoro e manutenzione di questi parcheggi. Non dimentichiamo - precisa Belli - che queste aree in buona parte sono destinate a verde, spazi che richiedono una cura continua.
E' vero che il Comune premia, al momento del pagamento, chi propone siepi, fiori e giardini davanti al proprio stabilimento, ma il problema del rincaro dei canoni resta pesante. Durante la prossima assemblea, quindi, stabiliremo se mantenere i parcheggi o meno». Scelta però, quest'ultima, che potrebbe avvantaggiare qualche altra categoria, leggi gli albergatori, da sempre particolarmente attratti da questa striscia con vista spiaggia. Ma in un contesto di offerta turistica, conviene al concessionario rispedire al mittenti i parcheggi per i clienti? «E' un servizio importante - spiega Belli - ma ritengo sbagliato vederlo come decisivo. Il turista e, comunque, il cliente in genere, continuerà a venire sul mare. Certo, prima di decidere, in un senso o nell'altro, ci rifletteremo molto bene, ma è evidente che non vogliamo farci prendere per la gola e, quindi, nel rispetto delle parti, valuteremo cosa è meglio per la categoria».
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