Italia
Riaprire il Centrale. Per Monicelli
Martina Ambrogi
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Davanti al Centrale La pioggia non ferma l'iniziativa organizzata in via Battisti
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VIAREGGIO. Un fascio di luce parte dal proiettore, le immagini dei più grandi capolavori di Mario Monicelli scorrono sul muro scalcinato del Pidocchino ridando vita, almeno per una serata a quel simbolo della città, da troppo tempo chiuso. Non ci sono le poltroncine sulle quali sedersi e godersi comodamente il film, né tutti i comfort e le tecnologie che un cinema può offrire, ma forse è stato proprio questo che lunedì sera ha reso così magica l'atmosfera in via Battisti. Tante le persone accorse, munite di ombrelli, cappelli e sciarpe, che cercavano di ripararsi sotto le tende di qualche bar o negozio del mercato per gustarsi lo spettacolo. Nonostante la pioggia non volevano perdersi l'appuntamento "Monicelli riapre il Centrale" - organizzato dal Cineforum Belvedere insieme al Comitato "Salviamo il Centrale" - per ricordare il grande artista e per ribadire la volontà della città di riaprire il suo Pidocchino. Un legame quello tra Monicelli e il Centrale indissolubile perché, come lui stesso ricordò più volte, fu proprio lì che iniziò da adolescente ad appassionarsi al fantastico mondo della celluloide e per la cui riapertura si è sempre impegnato in prima linea. «Ritengo vergognoso - ha spiegato Daniela Santucci del Comitato "Salviamo il Centrale" - che per ricordare il nostro grande concittadino dobbiamo stare qui sotto la pioggia. Il cinema sta andando in malora e né la parrocchia, né l'amministrazione comunale stanno facendo qualcosa. Noi continueremo la nostra battaglia, così come Monicelli avrebbe voluto, fino a che il Centrale non sarà riaperto». Ma le polemiche lasciano il posto agli spezzoni delle pellicole più celebri di uno dei più famosi maestri della commedia all'italiana. Da "I soliti ignoti" a "La grande guerra" da "L'Armata Brancaleone" a "Il Marchese del Grillo" e per ogni film è uno scroscio di applausi e di risate. Si prosegue con i ricordi, gli aneddoti e le testimonianze di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo - dall'ex assessora alla cultura, Cristina Boncompagni al vice segretario Arci Versilia, Stefano Carmassi - e con la lettura della lettera inviata dallo stesso Monicelli al nostro giornale, ad un anno esatto dalla strage in ricordo delle vittime. Sfidando la pioggia i partecipanti hanno potuto assistere alla proiezione dell'ultimo cortometraggio di Monicelli "La nuova Armata Brancaleone", una critica contro tutti i tagli del Governo. E, a chiudere, al capolavoro della commedia all'italiana "Amici miei". È così che Viareggio ha voluto ricordare il suo maestro con questo "funerale laico", come lo hanno definito gli organizzatori, proprio secondo le volontà del regista che, come confessò in una recente intervista: «Voglio che il mio addio sia modesto e divertente, voglio far sorridere le persone e soprattutto non voglio le autorità: meglio sotto una duna del deserto che sotto una lastra in Campidoglio».
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