Il Tirreno

Versilia

«Macchietta, via le prescrizioni»

Luca Cinotti
«Macchietta, via le prescrizioni»

Ricorso della Henraux contro i limiti al piano di coltivazione

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SERAVEZZA. Il colpo di scena arriva sotto forma di ricorso al Tar: la Henraux ha chiesto l'annullamento del nullaosta con il quale il Parco ha dato l'ok alla coltivazione della Macchietta. Si tratta di una richiesta solo apparentemente paradossale e autolesionista. Oltre all'atto che, il 16 dicembre 2009, diede il via alla procedura di Valutazione di impatto ambinetale, l'azienda guidata da Paolo Carli ha richiesto di annullare il verbale della commissione tecnica del 16 luglio scorso. E quella non fu una seduta qualsiasi.

Da quella riunione, infatti, scaturirono le prescrizioni che Henraux dovrà rispettare per ottenere il via libero definitivo da parte del comune alla riapertura della vecchia cava in galleria.  Il ricorso è stato presentato contro tutti gli "attori" dell'inchiesta pubblica che ha tenuto banco per la prima parte del 2010: oltre al Parco delle Apuane (che si farà difendere dall'avvocatura regionale), nel mirino di Henraux sono finiti il comune di Seravezza, l'Arpat, Legambiente, il ministero per i beni culturali, la Regione Toscana e la Soprintendenza di Lucca.  Gran parte delle prescrizioni che Henraux chiede in sostanza di annullare provengono dal Comune di Seravezza che, al momento, si mantiene in silenzio. Si tratta di provvedimenti che vanno dal ripristino della sorgente de "La Polla" all'orario di transito giornaliero dei mezzi pesanti, che odvrà essere positcipato dalle 7 alle 8 e che non potrà avvenire nei giorni di sabato e domenica, nonché il lunedì mattina, quando a Seravezza si tiene il mercato settimanale.

Secondo quanto previsto dalle prescrizioni, inoltre, il piano di coltivazione dell'azienda, dovrebbe contenere anche "uno studio più dettagliato della viabilità che collega l'abitato di Corvaia con il luogo di immissione del pescose di "arroccamento" alla cava» e un «cronoprogramma degli interventi periodici di manutenzione del fondo stradale» della stessa viabilità. Di particolare importanza, poi, la richiesta di «un apposito elaborato che riconosca l'itinerario della filiera produttiva attraverso l'individuazione degli agenti/attori che concorrono alla trasformazione del prodotto, le operazioni che contribuiscono alla formazione del prodotto finito, nonché le formae di autocontrollo e di controllo esterno della trasformazione del prdotto estratto all'interno della filiera». Insomma, l'architrave delle garanzie che buona parte del materiale estratto rimanga in Versilia per essere lavorato, dando così ossigeno alle aziende di trasformazione.  Henraux ha chiesto anche che il Tar di Firenze si pronunci sulla richiesta di sospensiva dei provvedimenti.

Il tribunale amministrativo ha fissato l'udienza in camera di consiglio per il prossimo 10 dicembre, ma non è detto che questo appuntamento possa slittare. Secondo quanto si apprende, infatti, sono in corso tentativi per risolvere la controversia prima di affidarsi alle aule del tribunale.  Nota a margine. Come "ricorrente secondario" nei documenti del Tar compare anche la "Marmi della Versilia", la società alla quale è stata ceduta buona parte delle cave della Henraux. È una delle prime volte (se non la prima in assoluto) che il nome di questa azienda compare nell'affaire-Macchietta.

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