Sicurezza
Problemi per le Terre Medicee. Carli: «Se rimaneva tutto al Comune era peggio»
A caccia di nuovi sponsor
Simone Tonini
◗
ALLE PRESE CON I TAGLI. Palazzo Mediceo a Seravezza La Fondazione dovrà far fronte al taglio dei soldi pubblici
3 MINUTI DI LETTURA
SERAVEZZA. «La scelta di creare una Fondazione che gestisse l'Area Medicea e le attività ad essa correlate si è dimostrata quanto mai lungimirante, soprattutto se si considerano i tagli imposti dal governo agli enti pubblici in materia di cultura». L'assessore Franco Carli descrive i futuri scenari che riguarderanno mostre ed eventi sul territorio di Seravezza, per i quali il comune dovrà abbattere le spese dell'80% rispetto al 2009. «È presto per dare cifre precise - chiarisce Carli - visto che la Fondazione, entro la fine di dicembre, preparerà il suo bilancio preventivo in linea con quello del comune. Possiamo dire che ci saranno dei tagli, ma proprio grazie alla Fondazione non ci saranno effetti devastanti. Infatti se la cultura fosse rimasta interamente a carico dell'ente comunale, avrebbe avuto tagli calmorosi, imposti dalla legge. Per Seravezza questo è un settore strategico che consente un rilancio del territorio e una programmazione ad ampio respiro, in grado di valorizzare le nostre risorse e la nostra economia». D'altronde il completo recupero dell'Area Medicea, e con essi i contributi regionali e comunali necessari per questo risultato, non può servire da trampolino di lancio qualora venissero a mancare le risorse necessarie per sfuttarne le potenzialità. «Nel piano economico-finanziario triennale avevamo previsto una diminuzione progressiva dei trasferimenti dal comune alla Fondazione, confidando su capitali di privati e sponsor. I tagli quindi ci saranno, superiori ai 20.000 euro annui previsti, ma la Fondazione sarà in grado di attingere ad altri canali di finanziamento per lo svolgimento delle attività». Nel 2010, il piano finanzario prevedeva 290.000 euro dal comune (comprensivo dei soldi necessari per la gestione delle strutture, eventi, manutenzione del patrimonio trasferito alla Fondazione ecc.), 90.000 da enti pubblici (altri comuni, Provincia, Regione), 200 mila da privati, 84.000 da attività, 15.000 dal Pic: totale, 679.000 euro. Per le mostre erano stati previsti 205.000 euro, 15.000 per cinema, 30.000 per teatro, 50.000 per la fotografia, 42.000 "altro" (in fase di consuntivo sapremo se le cifre corrispondono). Il resto sono uscite per personale, collaborazioni varie (dopo le mostre la voce più importante, 120.000 euro), manutenzione giardino (40.000 euro), utenze (30 mila), personale (54 mila), Enolia (25 mila), ufficio stampa (40 mila euro), spese varie (28 mila). Per gli anni successivi, prima della manovra governativa, il quadro veniva modificato affidandosi a maggiori intrioti da privati (200 mila nel 2011, 220 mila nel 2012), con un calo da parte del comune (280 mila nel 2011 e 250 mila nel 2012). Per i privati le cifre erano così suddivise: Banca di credito cooperativo 80.000, privati 15.000, Fondazione Crl 40.000, Banca del Monte 15.000, più 50.000 euro da nuovi sponsor. Si prevedeva una crescita degli introiti dalle attività che andava a colmare il calo delle entrate dal comune.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
