La manifestazione
Indagini sullo «zio» e sulle case vendute
Claudio Vecoli
Ecco chi trattò l'affare per conto delle due donne scomparse. Un avvocato l'acquirente
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VIAREGGIO. Le speranze che possano essere ancora in vita vanno assottigliandosi di ora in ora. Ma la priorità degli inquirenti, al momento, sembra essere una sola: ritrovare al più presto - vive o morte - Maddalena Semeraro e la figlia Velia Claudia Carmazzi. Senza questo primo fondamentale tassello, infatti, le indagini sulla misteriosa scomparsa delle due donne - di cui si è persa ogni traccia dalla seconda metà dello scorso agosto - rischiano di restare ad un punto fermo. Anche perché nel fascicolo aperto in Procura a Lucca non è previsto ancora alcun reato. Che in caso di ritrovamento dei corpi senza vita - ipotesi ritenuta a questo punto la più probabile - potrebbe invece diventare quello di omicidio.
Verso il sequestro del campo. Al momento i carabinieri confermano di non aver ancora adottato alcun tipo di provvedimento. Né vi sarebbero avvisi di garanzia nei confronti di nessuno. Tuttavia non è escluso che nelle prossime ore possa essere sottoposto a sequestro il campo-lager dove Maddalena e Velia vivevano in condizioni a dir poco precarie all'interno di due roulotte. Le precedenti ispezioni da parte dei militari all'interno dell'appezzamento di terreno - preso in affitto il 1º aprile 2007 da David Paolini, figlio (e nipote) delle due donne scomparse - non hanno dato esiti di rilievo. Il lungo periodo trascorso dalla scomparsa delle due donne (seconda metà di agosto) alla denuncia ai carabinieri da parte del figlio (29 settembre) ha infatti compromesso quella che avrebbe potuto essere una possibile scena del crimine. Tuttavia gli inquirenti sono tornati a valutare la possibilità di porre i sigilli al terreno, nascosto in una traversa sterrata del tratto a quattro corsie di via dei Lecci, a poche decine di metri dal distributore della Tamoil.
Lo zio dei misteri. I carabinieri stanno inoltre cercando di ricostruire l'enigmatica figura dello «zio» di David, l'amico al quale il figlio di Velia si era affidato e che dice di aver chiamato quando ha trovato la madre moribonda all'interno della roulotte (circostanza che però il diretto interessato ha smentito in una intervista al Tirreno di alcuni giorni fa). Massimo Remorini, 53 anni, originario di Camaiore, sposato e padre di due figlie, è considerato infatti la figura chiave di questa storia. Residente a Viareggio nella zona di largo Risorgimento, con qualche disavventura con la giustizia alle spalle, è infatti da anni una sorta di tutor di David. Ed era persona di riferimento anche per Maddalena e Velia. Pur non comparendo mai ufficialmente, sarebbe stato lui a prendere in affitto il campo di via dei Lecci: i proprietari del terreno (i fratelli Carlo e Giuliano Ducci) stipulano il contratto con la Edilmare, una ditta artigiana di cui è intestatario David Paolini. Ma in realtà è lo «zio» Massimo a pagare ogni mese i 500 euro di canone pattuiti. Ed è sempre Massimo Remorini a farsi vivo quando c'è bisogno di posticipare di qualche giorno il versamento della somma. Non solo. Proprio pochi giorni prima che la scomparsa di Velia e Maddalena diventasse di pubblico dominio, il Remorini aveva annunciato che era sua intenzione ridare indietro in anticipo la disponibilità del campo, fissando per il 15 dicembre la data della restituzione. Massimo Remorini aveva inoltre coinvolto David Paolini in alcune operazioni di cui era stato protagonista. Nel 2008, quando prese in gestione il bar, il ristorante e l'alimentari di un camping sulla via dei Lecci, lo «zio» utilizzò il «nipote» per alcuni lavoretti di pulizia. E, sempre come uomo di fatica, chiamò David anche quando a cavallo fra 2007 e 2008 acquistò tramite moglie e figlia un chiosco sul viale dei Tigli.
Le case di Velia e Maddalena. Ma un ruolo importante Massimo Remorini lo ha avuto soprattutto nella vendita delle due case di Maddalena Semeraro e Velia Carmazzi: la «viareggina» al numero 151 di via Machiavelli dove le due donne e il figlio hanno vissuto fino all'estate dello scorso anno e l'appartamento di via della Caserma a Torre del Lago dove invece hanno vissuto Velia Carmazzi e il figlio David fino a 6 anni fa (e che da alcune settimane è stato di nuovo affittato a David). Fu infatti lo «zio» Massimo a curare gli interessi delle due donne nella trattativa condotta con gli acquirenti, anche se poi di fronte al notaio - quando fu stipulato l'atto di compravendita - si presentarono Maddalena, Velia e i suoi due figli. A trattare prima ed acquistare poi le due case l'avvocato viareggino Giunio Massa (gli immobili sono stati intestati alla moglie e ad uno dei fratelli), professionista molto noto e stimato in città.
Un passaggio di proprietà concretizzatosi in due distinti momenti: il 50% delle due abitazioni è stato infatti rilevato quattro anni fa da Maddalena Semeraro, mentre il restante 50% è stato acquistato due anni fa dalla figlia Velia e dai due figli di lei. «Una operazione fatta alla luce del sole e a prezzi in linea con il mercato - precisa l'avvocato Massa, raggiunto ieri telefonicamente - con versamenti fatti tramite assegni circolari e la cui documentazione abbiamo già consegnato spontaneamente ai carabinieri». Che aggiunge: «Siamo molto impressionati per quello che è accaduto e speriamo che tutto si risolva positivamente».
Verso il sequestro del campo. Al momento i carabinieri confermano di non aver ancora adottato alcun tipo di provvedimento. Né vi sarebbero avvisi di garanzia nei confronti di nessuno. Tuttavia non è escluso che nelle prossime ore possa essere sottoposto a sequestro il campo-lager dove Maddalena e Velia vivevano in condizioni a dir poco precarie all'interno di due roulotte. Le precedenti ispezioni da parte dei militari all'interno dell'appezzamento di terreno - preso in affitto il 1º aprile 2007 da David Paolini, figlio (e nipote) delle due donne scomparse - non hanno dato esiti di rilievo. Il lungo periodo trascorso dalla scomparsa delle due donne (seconda metà di agosto) alla denuncia ai carabinieri da parte del figlio (29 settembre) ha infatti compromesso quella che avrebbe potuto essere una possibile scena del crimine. Tuttavia gli inquirenti sono tornati a valutare la possibilità di porre i sigilli al terreno, nascosto in una traversa sterrata del tratto a quattro corsie di via dei Lecci, a poche decine di metri dal distributore della Tamoil.
Lo zio dei misteri. I carabinieri stanno inoltre cercando di ricostruire l'enigmatica figura dello «zio» di David, l'amico al quale il figlio di Velia si era affidato e che dice di aver chiamato quando ha trovato la madre moribonda all'interno della roulotte (circostanza che però il diretto interessato ha smentito in una intervista al Tirreno di alcuni giorni fa). Massimo Remorini, 53 anni, originario di Camaiore, sposato e padre di due figlie, è considerato infatti la figura chiave di questa storia. Residente a Viareggio nella zona di largo Risorgimento, con qualche disavventura con la giustizia alle spalle, è infatti da anni una sorta di tutor di David. Ed era persona di riferimento anche per Maddalena e Velia. Pur non comparendo mai ufficialmente, sarebbe stato lui a prendere in affitto il campo di via dei Lecci: i proprietari del terreno (i fratelli Carlo e Giuliano Ducci) stipulano il contratto con la Edilmare, una ditta artigiana di cui è intestatario David Paolini. Ma in realtà è lo «zio» Massimo a pagare ogni mese i 500 euro di canone pattuiti. Ed è sempre Massimo Remorini a farsi vivo quando c'è bisogno di posticipare di qualche giorno il versamento della somma. Non solo. Proprio pochi giorni prima che la scomparsa di Velia e Maddalena diventasse di pubblico dominio, il Remorini aveva annunciato che era sua intenzione ridare indietro in anticipo la disponibilità del campo, fissando per il 15 dicembre la data della restituzione. Massimo Remorini aveva inoltre coinvolto David Paolini in alcune operazioni di cui era stato protagonista. Nel 2008, quando prese in gestione il bar, il ristorante e l'alimentari di un camping sulla via dei Lecci, lo «zio» utilizzò il «nipote» per alcuni lavoretti di pulizia. E, sempre come uomo di fatica, chiamò David anche quando a cavallo fra 2007 e 2008 acquistò tramite moglie e figlia un chiosco sul viale dei Tigli.
Le case di Velia e Maddalena. Ma un ruolo importante Massimo Remorini lo ha avuto soprattutto nella vendita delle due case di Maddalena Semeraro e Velia Carmazzi: la «viareggina» al numero 151 di via Machiavelli dove le due donne e il figlio hanno vissuto fino all'estate dello scorso anno e l'appartamento di via della Caserma a Torre del Lago dove invece hanno vissuto Velia Carmazzi e il figlio David fino a 6 anni fa (e che da alcune settimane è stato di nuovo affittato a David). Fu infatti lo «zio» Massimo a curare gli interessi delle due donne nella trattativa condotta con gli acquirenti, anche se poi di fronte al notaio - quando fu stipulato l'atto di compravendita - si presentarono Maddalena, Velia e i suoi due figli. A trattare prima ed acquistare poi le due case l'avvocato viareggino Giunio Massa (gli immobili sono stati intestati alla moglie e ad uno dei fratelli), professionista molto noto e stimato in città.
Un passaggio di proprietà concretizzatosi in due distinti momenti: il 50% delle due abitazioni è stato infatti rilevato quattro anni fa da Maddalena Semeraro, mentre il restante 50% è stato acquistato due anni fa dalla figlia Velia e dai due figli di lei. «Una operazione fatta alla luce del sole e a prezzi in linea con il mercato - precisa l'avvocato Massa, raggiunto ieri telefonicamente - con versamenti fatti tramite assegni circolari e la cui documentazione abbiamo già consegnato spontaneamente ai carabinieri». Che aggiunge: «Siamo molto impressionati per quello che è accaduto e speriamo che tutto si risolva positivamente».
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