Attenzione
13 dipendenti a rischio, il San Camillo batte cassa con l'Asl
Luca Cinotti
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DIFFICOLTÀ. Il San CamilloSono lavoratori del settore delle pulizie E la trattativa con la Regione è a un punto morto
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FORTE. Per tredici lavoratori del San Camillo sarà un Natale d'ansia. Per questi dipendenti del settore pulizie, in maggior parte donne, il futuro è incerto: la Versilia-Righi potrebbe infatti decidere di esternalizzare il servizioo. Un passaggio che potrebbe significare, per qualcuno di loro, la perdita del posto di lavoro: infatti, anche se è stato garantito di privilegiare l'offerta che prevederà il maggior numero di "reintegri" dei dipendenti della Versilia Righi, non è affatto sicuro che tutti e 13 manterranno il loro posto. E - segnalano i sindacati - anche chi dovesse rimanere a lavorare nella struttura di Vittoria Apuana si troverà con un contratto diverso e meno garantito.
La "salvezza" di questi dipendenti potrebbe arrivare da un accordo fra la Versilia-Righi e l'Asl. I camilliani, infatti, hanno chiesto all'azienda di confermare il budget 2010 e di rendere effettivo anche lo stanziamento per le cure intermedie (gli ex "lungodegenti"): si tratta di un milione e mezzo che, per ora, è rimasto sulla carta, visto che il servizio non è partito. Come questa esigenza possa abbinarsi con i chiari di luna assai poco felici dell'Asl, è una questione assai delicata. Anche perché sembra essere a un punto morto la trattativa per l'entrata del pubblico nella compagine sociale. A Firenze, dagli uffici della Regione, fanno sapere che «il tavolo offerto per un confronto fra le parti è sempre disponibile». Ma la palla, ormai, sembra gettata nel campo dei camilliani, che dovranno decidere se stringere o no l'accordo con gli enti pubblici.
La "salvezza" di questi dipendenti potrebbe arrivare da un accordo fra la Versilia-Righi e l'Asl. I camilliani, infatti, hanno chiesto all'azienda di confermare il budget 2010 e di rendere effettivo anche lo stanziamento per le cure intermedie (gli ex "lungodegenti"): si tratta di un milione e mezzo che, per ora, è rimasto sulla carta, visto che il servizio non è partito. Come questa esigenza possa abbinarsi con i chiari di luna assai poco felici dell'Asl, è una questione assai delicata. Anche perché sembra essere a un punto morto la trattativa per l'entrata del pubblico nella compagine sociale. A Firenze, dagli uffici della Regione, fanno sapere che «il tavolo offerto per un confronto fra le parti è sempre disponibile». Ma la palla, ormai, sembra gettata nel campo dei camilliani, che dovranno decidere se stringere o no l'accordo con gli enti pubblici.
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