Il Tirreno

Versilia

Operazione Cittadella, tutte le carte

Donatella Francesconi
Il sindaco (a sinistra) con Palestini (Pd); a lato, la sede di Bnl a Parigi
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Il sindaco (a sinistra) con Palestini (Pd); a lato, la sede di Bnl a Parigi

Un anno di trattativa Comune-banche. E sempre la stessa richiesta: garanzie dall'ente pubblico

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 VIAREGGIO. Tutte le carte della Cittadella. Nel senso del leasing da 18 milioni di euro non andato in porto con Bnl-Paribas dopo un anno di conti, incontri e lettere. Foglio dopo foglio si delinea il rapporto tra Comune ed Istituto di credito. O meglio Istituti, visto che dal settembre 2010 entra in gioco anche il Monte dei Paschi. I primi mesi dell'anno in corso sono tutti dedicati ad illustrare alla banca i conti del Comune, disavanzo compreso, oltre che le finalità dell'operazione Cittadella.  Dato che Bnl chiarisce fin dall'inizio l'intenzione di finanziare il leasing ricorrendo - come mise in luce all'epoca il consigliere del Pd, Andrea Palestini - ai fondi europei Bei tuilizzabili solo per investimenti.  Nel giugno scorso ad una prima lettera dell'allora ragionere capo del Comune, Carlo Bozzi ne fa seguito una del sindaco Lunardini. Il quale, a differenza di quanto sostiene dal primo giorno di mandato, rassicura: «Fino a due anni fa (giunta Marcucci, ndr) il Comune non aveva mai avuto problemi particolari di gestione».  A creare qualche grattacapo sono stati - continua il sindaco - la mancata vendita della Umi1 (Mercato ittico), i minori introiti da permessi di costruire e la cancellazione di residui attivi (mutui Gaia). Il Comune, però, conta di ripianare il disavanzo con il nuovo bando Umi1 e con la fusione di SeaGas. Così da trovare «le risorse finanziarie per sostituire il leasing» destinando i 18 milioni «a investimenti», come richiesto. Anche il 2009, però, si sarebbe chiuso con un disavanzo: «Allora è ragionevole chiedersi - commenta Palestini davanti alle carte fornite dall'assessore Pardini - se il ritardo senza precedenti con cui è stato presentato il consuntivo 2009 dipenda dalla deliberata intenzione di ritardare l'accertamento formale del disavanzo».  Nonostante le rassicurazioni, l'iter non si sblocca. Ai primi di agosto Bnl comunica al Comune che «l'operazione è subordinata a una "due diligence" legale e alla condivisione con un'altra banca». Ai primi di settembre la Fondazione Carnevale annuncia che si è reso disponibile il Monte dei Paschi. Ma il nervosismo cresce. Tanto che il presidente Alessandro Santini chiede «la garanzia di stipula del leasing entro il 15 ottobre», pena decadenza della trattativa.  Con due comunicazioni distinte Bnl ribadisce, anche per conto di Mps, «che la pratica necessita di ulteriori approfondimenti che riguardano anche le eventuali garanzie in appoggio». Ovvero quella «lettera di patronage a contenuto impegnativo» che Bnl ha richiesto al Comune fin dall'inizio della trattativa e che resta imprescindibile.  Tra settembre e ottobre il botta e risposta è tutto sulla convenzione che il Comune intende stipulare con la Fondazione Carnevale per fissare l'entità del contributo annuale, quale garanzia che la Fondazione (e non più l'ente pubblico) mette sul tavolo delle banche. Santini scrive a Bnl il 17 settembre una lettera nella quale spiega come la Fondazione intenda far fruttare la Cittadella, tanto da poter dare le garanzie richieste: copertura della struttura, portando la capienza a 10mila posti; ma anche «implementamento del Museo del Carnevale con allestimento del salone "Carnevalotto"» per ospitare le opere «dei più altisonanti nomi dell'arte con l'intento di attirare un maggior numero di visitatori». In più ci sono «sponsor interessati alla bellezza della struttura». Queste operazioni, afferma Santini, «ci permettono di far fronte alla rate del leasing».  Le banche non si fanno impressionare. La convenzione viene rivista e corretta, ma è necessaria la clausola del rinnovo automatico. L'11 novembre, la situazione precipita. Bnl richiama la sentenza del Consiglio di Stato sulla necessità che la Fondazione proceda con bandi pubblici e mette in chiaro: «È indispensabile un'immediata "due diligence" di un competente studio professionale in merito alla fattibilità tecnico, giuridca e legale dell'operazione». Insieme a Mps «è stato individuato lo studio "Bompani" cui vi preghiamo - continua la lettera - di dare assistenza». Ma cosa manca per chiudere la partita dopo un anno di tira e molla? «È necessario individuare flussi credibili, adeguati alla durata dell'intervento, con una convenzione di almeno 9 anni. Fermo restando l'impegno del Comune a coprire l'operazione con una lettera di patronage, prevista fin dall'inizio dell'operazione». Segue una e-mail del ragioniere capo del Comune, Nieri, alle banche: tutto ok, ma per quanto riguarda la lettera di patronage «abbiamo già informato il consiglio comunale che non sarebbe più stata necessaria...». Il 25 novembre il sindaco annuncia che la trattativa è chiusa perché Bnl la tira per le lunghe.

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