Il Tirreno

Versilia

Micheli non si sente
«un gatto sull’Aurelia»

«Non mi lascio intimidire da Bertola»

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 CAMAIORE. C'eravano tanto amati. Ormai tra l'ex assessore Riccardo Micheli, il sindaco Giampaolo Bertola e il segretario Pdl non corre più buon sangue. Secca, infatti, arriva la replica di Micheli alle parole del sindaco e del suo aspirante successore.  «La loro - dice Micheli - mi sembra la risposta di un re e di un vice re, che non si rassegnano al fatto che ci siano ancora persone con la schiena diritta, che hanno il coraggio di dimettersi e lasciare la poltrona, quando non condividono più le continue imposizioni sulle deleghe affidate a chi ricopre la carica di assessore».  Micheli non scherza affatto. «I motivi delle mie dimissioni sono stati ampiamente espressi, in occasione della mia conferenza stampa. Solo il sindaco e Matteucci non hanno letto, o forse erano disattenti, l'uno troppo dedito ad ascoltare consiglieri pronti a mollarlo al primo venticello di caduta, ed il secondo oberato dai suoi 15 incarichi retribuiti con i soldi dei cittadini. Non mi faccio intimidire e non camminerò genuflesso verso la strada del perdono. Vado avanti a testa alta e con orgoglio verso il progetto di Futuro e Libertà, per una nuova fase politica a Camaiore, improntata alla trasparenza, legalità e partecipazione. Io non ho cambiato nessun partito, si è prodotta una scissione all'interno del Pdl. In questi anni ho potuto ascoltare, come un gatto in mezzo alla strada, i bisogni e le lamentele dei concittadini e di questo ringrazio un sindaco, ormai arroccato nel suo castello di falsi consensi».

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