Attenzione
I contributi saranno tagliati del 75%: «Così saremo costretti a ridurre i servizi»
5 per mille, volontariato in ginocchio
Luca Cinotti
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VOLONTARIATO. LA Croce Verde di Forte e, in alto, una fila di ambulanze Con il provvedimento del Governo mancheranno oltre 200mila euro
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Duecentotrentamila e rotti euro, che potrebbero scomparire dalle casse (non proprio in grande stato di salute) del volontariato versiliese. Per colpa del maxiemendamento alla legge di stabilità (l'ex finanziaria). Il testo licenziato dalla Camera (e che proprio domani dovrebbe cominciare il suo iter al Senato) prevede infatti un taglio del 75% alla copertura del cinque per mille, lo strumento che consente ai contribuenti di "girare" questa parte della propria dichiarazioni dei redditi a fondazioni, associazioni, onlus. Per rendersi conto di cosa questo significhi in concreto, abbiamo considerato gli ultimi dati disponibili presso l'Agenzia delle Entrate, riferiti all'anno di imposta 2008 e "simulato" il taglio, immaginando che la proporzione delle scelte dei versiliesi resti immutata. Il risultato è sconfortante. L'ente che più era stato scelto, la Croce Verde di Viareggio (930 "sottoscrizioni") vedrebbe i propri introiti calare da 28mila euro a poco più di 7mila. L'associazione Solidarietà del Mondo di Camaiore (che si occupa di assistenza per i più poveri nel pianeta), che aveva avuto 696 scelte, calerebbe da poco meno di 20mila euro a 4.800. Salendo più a nord in Versilia, la Croce Verde di Forte dei Marmi si vedrebbe ridotto il contributo da quasi 22mila euro a meno di 5.500. Proprio pochi giorni fa il vicepresidente dell'ente, Vasco Franceschi, aveva stigmatizzato come questa riduzione di gettito si possa trasformare in una riduzione di servizi alla cittadinanza, in ossequio a un'equazione tanto semplice quanto disgraziata. A spiegare le difficoltà che la norma potrebbe causare, nel caso venisse definitivamente approvata, è Claudio Larini, che con la sua Fondazione Cristian Larini segue progetti sanitari in Rwanda: «Per noi, che abbiamo alti costi di gestione per la struttura in Africa, sarebbe un colpo durissimo. Purtroppo, un provvedimento del genere andrebbe a colpire soprattutto le piccole realtà». Difficile, infatti, pensare che possano soffrire le associazioni più grandi e strutturate, che contano anche su entrate diversificate. «C'è poi da considerare un altro aspetto - continua Larini -: noi non abbiamo costi per personale o sedi. Ogni soldo, ogni euro che ci arriva lo utilizziamo per realizzare e seguire i nostri progetti. Così, invece, non è per le realtà più grandi». Il taglio del Governo potrebbe far sì che per le realtà con meno "offerte", che finora raggranellavano qualche migliaia di euro, non sia nemmeno più conveninete occuparsi delle scartoffie burocratiche per avvedere al cinque per mille. Per le tante realtà della Versilia e per gli oltri 10mila cittadini che hanno dato loro fiducia) rimane una sola speranza: che il ministro Tremonti tenga fede alla sua promessa di «votare per reintegrare il cinque per mille». Se lo vuole fare, questo è il momento giusto.
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