Sicurezza
«Poca disponibilità verso le esigenze dei cantieri»
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Le banchine di Polo Nautico Cisl e Uil sulla vicenda Polo Nautico: è il momento di ragionare senza ideologie
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VIAREGGIO. «È il momento di ragionare senza ideologie, allo scopo di trovare le migliori soluzioni possibili». Sono i segretari generali di Cisl e Uil, Giovanni Bolognini e Antonio Malacarne, ad intervenire sulla vicenda Polo Nautico anche a nome delle categorie (fim e Uilm). Bolognini e Malacarne spiegano di intervenire «per rilanciare l'allarme sulla situazione produttiva e soprattutto occupazionale della cantieristica viareggina», dopo l'incontro di giovedì scorso con il Comune di Viareggio. «Siamo di fronte alla stagnazione del mercato e non pare - scrivono i due segretari - che ci siano vere azioni per il rilancio della zona, se non la ristrutturazione verso il refit che però non garantisce certo i livelli occupazionali di due anni fa». La preoccupazione dei due segretari, «pienamente condivisa dalle proprie categorie di settore, si concentra sull'occupazione anche a seguito della vertenza Polo Nautico che non pare faccia passi avanti. I recenti incontri separati, dove si è discusso da una parte del mancato rispetto di accordi con un'unica federazione di categoria (la Fiom, ndr) e dall'altra sulla situazione generale con tutte le organizzazioni sindacali, hanno chiarito le posizioni di ogni soggetto in campo. Anche questo pone incertezza sul futuro stante l'inconciliabilità, almeno a parole, fra le posizioni espresse dalle parti che si sono confrontate sulla Polo Nautico». Per le federazioni di categoria Fim e Uilm - continua la nota - «è il momento di ragionare senza ideologie, allo scopo di trovare le migliori soluzioni possibili. Su questo, l'invito a tutti i lavoratori per riflettere sulla conduzione della trattativa, sia da parte aziendale che sindacale». Nel valutare la situazione, infine, «c'è da tenere conto anche delle scelte fatte da alcune delle imprese più grandi di comprare cantieri in aree limitrofe così come in altri continenti. È una brutta ipoteca sul futuro del settore nella nostra zona e testimonia, forse, una scarsa disponibilità a trovare risposte alle varie esigenze che hanno i cantieri». Nel concludere, Bolognini e Malacarne si dichiarano «preoccupati per quanto potrebbe accadere stante l'immobilismo, dato che anche in passato si è aspettato l'evento traumatico (fallimento Sec, ndr) prima d'intervenire». Una posizione, quella espressa da Cisl e Uil insieme alle rispettive categorie che non mancherà certo di far discutere.
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