La manifestazione
«Velia e Maddalena non sono morte»
Claudio Vecoli
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LA MADRE. Maddalena Semeraro, nata a Taranto il 3 novembre del 1930 Parla Massimo, il misterioso «zio» di David: «Un mese fa sono state viste in città»
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VIAREGGIO. È uno dei personaggi principali intorno al quale ruota il giallo di Torre del Lago. Massimo, il muratore poco più che cinquantenne amico di David Paolini - il figlio (e nipote) delle due donne scomparse - è infatti lo «zio» che si sarebbe preso cura di Maddalena e Velia portandole in una fantomatica struttura sanitaria di Milano per curarle. Un ruolo, quello disegnato per lui da David Paolini, che lo «zio» nega di avere mai avuto. Signor Massimo, lei è l'uomo che, stando al racconto fatto da David Paolini ai carabinieri, avrebbe portato le due donne scomparse a Milano per delle cure. È così? «Macché. Io in questa storia non c'entro un bel niente. Sono stato tirato in ballo da David ma io non ho portato nessuno né a Milano né altrove. Tutto è solo frutto della fantasia del ragazzo. E chi lo conosce mi capirà...» Ci aiuti a fare chiarezza, allora. Che fine hanno fatto Maddalena e Velia? E lei quando le ha viste l'ultima volta? «Per quello che ne so io, la prima ad andarsene da Torre del Lago è stata Velia più o meno alla fine d'agosto. Se ne è andata con un uomo con il quale aveva una relazione che io non conosco. Poi, qualche giorno dopo, Velia è venuta a prendere anche la madre Maddalena». Quindi le due donne avrebbero lasciato le roulotte di via dei Lecci in momenti diversi? Riesce a ricostruire i tempi? «Sì. Velia, come ho detto, se n'è andata alla fine d'agosto. La madre è invece venuta a riprendersela a settembre. Non mi ricordo il giorno esatto, ma direi fra il 7 e il 10 settembre». E da allora non le ha più riviste... «Personalmente non le ho più viste. Ma altri le hanno riviste. Chieda ai carabinieri, per esempio. Io più di tanto non posso parlare...» Da chi, quando e dove sarebbero state viste, allora? «Da una persona che conosce molto bene Velia. E l'incontro risalirebbe più o meno ad un mese fa nella sede del Dopolavoro ferroviario a Viareggio. E di questo incontro è a conoscenza anche David». Quali sono i suoi rapporti con David? E perché lo chiama zio? «Talvolta mi chiama zio come segno d'affetto, ma in realtà non siamo parenti. Abbiamo tutti e due una impresa artigiana e spesso lavoriamo insieme. Anche il campo in cui si trovano le roulotte dove vivevano Velia e Maddalena lo ha preso in affitto David, ma in realtà lo pagavo io». A proposito, da quanto tempo e perché le due donne scomparse vivevano nelle roulotte del campo di via dei Lecci pur avendo una casa in centro a Viareggio? «La casa in centro a Viareggio alla quale si riferisce, quella in via Machiavelli, in realtà l'avevano venduta da poco. Maddalena e Velia vivevano provvisoriamente nelle roulotte perché erano in attesa della consegna di una nuova casa che avevano acquistato a Lucca. E che mi risulta fosse pronta. Per questo motivo avevano trascorso l'estate in quelle condizioni». Di lei si dice che ha avuto qualche disavventura con la giustizia. È vero? «Mi permetta il termine: puttanate. È una storia di tanti anni fa legata a dei dissapori con un amico. Ma non è nulla di grave. E non ha niente a che vedere con questa storia». Che idea si è fatto di questa vicenda? «Che a causa di qualche dichiarazione di fantasia è stato ingigantito un caso che presto si sgonfierà». Però due donne sembrano scomparse nel nulla e i carabinieri non escludono nessuna ipotesi... «Secondo me se ne sono andate volontariamente. E prima o poi torneranno a farsi vive e finalmente tutto sarà chiarito».
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