La manifestazione
Sanità. La metà dei pazienti ha bisogno dell’angioplastica coronarica. Che si fa altrove
Cuore, oltre 90 ricoveri al mese
Matteo Tuccini
Versilia ai primi posti in Toscana per le malattie cardiovascolari
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VIAREGGIO. Oltre 1.100 ricoveri all'anno, 90 al mese, si registrano al Versilia per malattie cardiovascolari. Che restano assieme ai tumori la principale causa di morte nel territorio dei sette Comuni. L'alto indice di mortalità per le malattie del cuore, inoltre, piazza la Versilia al secondo posto nella classifica regionale. Colpa, soprattutto di stili di vita poco salutisti, dominati dal vizio del fumo e dalla mancanza di attività fisica. E anche dall'aumento delle persone che ricorrono al cibo spazzatura. «Sull'educazione e la prevenzione l'Asl sta lavorando», assicura il direttore del reparto di cardiologia, il dottor Giancarlo Casolo.
Diagnosi ok, niente terapie. C'è, però, un aspetto che limita il contrasto alle patologie del cuore, così necessario visto il grande afflusso di pazienti. «Degli oltre mille ricoveri annuali - afferma il dottor Casolo - la metà necessita di un'angioplastica coronarica, che qui non possiamo fare a causa della mancanza del laboratorio di emodinamica». In pratica si tratta di un intervento che dilata le coronarie occluse. E che a Lido non è possibile praticare per l'assenza delle strutture idonee. Così i pazienti che devono essere sottoposti a questa terapia sono costretti ad emigrare negli ospedali vicini. «Al Versilia abbiamo una notevole capacità di diagnosi - dice Casolo - abbiamo la Tac coronarica, la risonanza cardiaca e uno strumento all'avanguardia come l'ecocardiografia tridimensionale. Ma sulle terapie scontiamo questa lacuna. Abbiamo chiesto alla Regione di poter disporre dell'emodinamica, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta».
C'è da dire che nell'ottica di riorganizzazione della sanità toscana, pare difficile che la Regione - che non vuole "doppioni", cioè strutture simili negli ospedali vicini - acconsenta a un'ipotesi del genere. Ecografia in 3d. Uno degli strumenti in dotazione al Versilia è stato oggetto di un convegno tenutosi ieri pomeriggio nell'auditorium dell'ospedale: l'ecocardiografia tridimensionale. «Grazie a questo apparecchio - afferma il dottor Casolo - possiamo vedere il cuore in tutti i suoi aspetti, e quindi individuare le patologie con maggiore chiarezza ed efficacia. Gli apparecchi tradizionali, infatti, mostrano il cuore a due dimensioni, come se lo facessero a fette. Questo sistema invece ha 80 microprocessori, e funziona come una serie di piccole telecamere puntate su differenti punti del nostro cuore. L'immagine ripresa da ognuna di queste telecamere ci restituisce il quadro completo, e ci mostra con una precisione senza dubbio migliore quali sono i problemi e le vie dalle quali bisogna passare per intervenire. Come medico, inoltre, posso assicurare che l'esame è meno soggettivo. E la pianificazione dell'intervento chirurgico è senz'altro più agevole». Tra l'altro, la curiosità di avere a disposizione una specie di filmato in tre dimensioni consentirà utilizzi vari, tra cui la spedizione via Internet a un laboratorio lontano dal centro dove è stata fatta l'ecocardiografia. «È evidente - conclude Casolo - che la tecnologia fornisce delle possibilità straordinarie. E qui al Versilia cerchiamo il più possibile di tenerci al passo con le nuove opportunità».
Diagnosi ok, niente terapie. C'è, però, un aspetto che limita il contrasto alle patologie del cuore, così necessario visto il grande afflusso di pazienti. «Degli oltre mille ricoveri annuali - afferma il dottor Casolo - la metà necessita di un'angioplastica coronarica, che qui non possiamo fare a causa della mancanza del laboratorio di emodinamica». In pratica si tratta di un intervento che dilata le coronarie occluse. E che a Lido non è possibile praticare per l'assenza delle strutture idonee. Così i pazienti che devono essere sottoposti a questa terapia sono costretti ad emigrare negli ospedali vicini. «Al Versilia abbiamo una notevole capacità di diagnosi - dice Casolo - abbiamo la Tac coronarica, la risonanza cardiaca e uno strumento all'avanguardia come l'ecocardiografia tridimensionale. Ma sulle terapie scontiamo questa lacuna. Abbiamo chiesto alla Regione di poter disporre dell'emodinamica, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta».
C'è da dire che nell'ottica di riorganizzazione della sanità toscana, pare difficile che la Regione - che non vuole "doppioni", cioè strutture simili negli ospedali vicini - acconsenta a un'ipotesi del genere. Ecografia in 3d. Uno degli strumenti in dotazione al Versilia è stato oggetto di un convegno tenutosi ieri pomeriggio nell'auditorium dell'ospedale: l'ecocardiografia tridimensionale. «Grazie a questo apparecchio - afferma il dottor Casolo - possiamo vedere il cuore in tutti i suoi aspetti, e quindi individuare le patologie con maggiore chiarezza ed efficacia. Gli apparecchi tradizionali, infatti, mostrano il cuore a due dimensioni, come se lo facessero a fette. Questo sistema invece ha 80 microprocessori, e funziona come una serie di piccole telecamere puntate su differenti punti del nostro cuore. L'immagine ripresa da ognuna di queste telecamere ci restituisce il quadro completo, e ci mostra con una precisione senza dubbio migliore quali sono i problemi e le vie dalle quali bisogna passare per intervenire. Come medico, inoltre, posso assicurare che l'esame è meno soggettivo. E la pianificazione dell'intervento chirurgico è senz'altro più agevole». Tra l'altro, la curiosità di avere a disposizione una specie di filmato in tre dimensioni consentirà utilizzi vari, tra cui la spedizione via Internet a un laboratorio lontano dal centro dove è stata fatta l'ecocardiografia. «È evidente - conclude Casolo - che la tecnologia fornisce delle possibilità straordinarie. E qui al Versilia cerchiamo il più possibile di tenerci al passo con le nuove opportunità».
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