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Versilia

Arpat: «Scarichi abusivi nelle fogne causa dell'inquinamento dell'Abate»

La fossa dell’Abate
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La fossa dell’Abate

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 LIDO. «Le fonti di inquinamento batteriologico sono attribuibili a scarichi domestici non depurati, allacci abusivi alla fognatura bianca». Lo dice chiaro e tondo, Gilberto Baldaccini, biologo dell'Arpat, riguardo la foce di Fossa dell'Abate.  E' emerso nel corso di un incontro promosso da Lidu (lega per i diritti umani) presieduta da Franco Pulzone.  Baldaccini, nel documento dice che la maggior parte di questi scarichi abusivi «si trova nel tratto compreso tra il ponte sull'Aurelia e la foce. Buona parte delle emissioni provengono dagli impianti di sollevamento, situati a destra e a sinistra del fosso. Gli scarichi dell'Ospedale unico, infatti, vengono convogliati verso il Secco e il torrente Beccatoio».  La colpa, insomma, come più volte aveva sottolineato anche il sindaco Giampaolo Bertola, è degli allacci abusivi alla rete destinata solo alle acque piovane. «L'emergenza della passata stagione - scrive Baldaccini - è da attribuire ad una portata eccezionale del fiume, che non è la causa, ma il mezzo che ha messo in luce problematiche non risolte».  All'incontro, organizzato da Lidu, erano presenti anche rappresentati dell'ufficio ambiente dei Comuni di Viareggio e di Camaiore. E l'assessore Claudia Bonuccelli, che ha preso l'impegno, scrive Lidu, «a convocare di nuovo le parti il 31 gennaio, per impegnarci a risolvere il problema dell'inquinamento ambientale della Fossa dell'Abate, con costi e tempi certi dei lavori che saranno eseguiti, in fasi programmate, dai Comuni».

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