Il Tirreno

Versilia

Sì ai frangivento per i bar

Luca Basile
Luca Mori e uno scorcio dei bar di piazza Duomo
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Luca Mori e uno scorcio dei bar di piazza Duomo

L'assessore Mori: «Esperimento pilota a basso impatto visivo»

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 PIETRASANTA. Barriere frangivento in vetro alte, al massimo, 180 cm, due ombrelloni appoggiati ad un unico supporto ed un diffusore di calore a raggi infrarossi: i bar di piazza Duomo cambiano volto. O meglio, cambiano volto gli spazi esterni dei pubblici esercizi chiamati ad accogliere la clientela anche durante i mesi più freddi. Il consiglio comunale, durante la seduta di lunedì scorso, ha infatti approvato, all'unanimità, le nuove disposizioni in materia di arredo urbano. Disposizioni che riguardavano, però, solo i frangivento, perché per ombrelloni e diffusori di calore la normativa è già esaustiva al riguardo. Con un distinguo, da parte del vice-sindaco Luca Mori, in replica al capogruppo del Pdl Alberto Giovannetti. «Il parere della Soprintendenza, sollecitato da Giovannetti, non serve perché parliamo di strutture non saldamente connesse alla pavimentazione della piazza e poste in opera per un periodo limitato di tempo e dunque provvisorie. Come detto dal sindaco Domenico Lombardi siamo di fronte ad un esperimento-pilota, nel senso che se andrà bene sarà esteso ad altre zone».  Lo stesso Mori entra, poi, nel dettaglio del provvedimento. «Abbiamo dato seguito ad una richiesta portata avanti, in questi ultimi anni, dagli esercenti. La bocciatura degli emendamenti presentati dal Pdl per l'ampliamento delle zone dove posizionare le chiusure? 3 di questi emendamenti erano irricevibili, perché tecnicamente sbagliati, per quanto riguarda l'allargamento del provvedimento ad altre aree del centro e della Marina, dico che ogni sede ha una sua connotazione ben precisa e che quindi se vogliamo pensare a queste soluzioni anche in altre piazze e strade, e come detto ci stiamo pensando, prima bisogna studiare bene le loro caratteristiche e poi, nell'eventualità, intervenire». Da oggi, quindi, i bar-ristoranti di piazza Duomo interessati alle chiusure - sarebbero 5, ndr - potranno installarle. In realtà, un po' per il costo - si parla di 20 mila euro di spese complessive a testa con un accordo in chiave finanziamento con le banche locali - e un po' ancora per la tempistica che richiede l'intera operazione di installazione, la clientela dovrà 'soffrire' ancora qualche settimana prima di essere ospitata fra i frangivento. «La soluzione elaborata dall'assessore Rossano Forassiepi e dal vicesindaco Luca Mori, - spiega il consigliere comunale del Pd Ugo Davini - dopo un attento studio degli uffici, ci sembra un buon punto di equilibrio tra l'esigenza di rendere ancor più vivibile la piazza, per i cittadini e per i turisti, e l'attenzione a non banalizzare lo spazio pubblico. Il progetto si basa su due punti: minimo impatto visivo, con la scelta di strutture che siano il più trasparenti possibili, e limitazione temporale delle strutture stesse al periodo in cui sono maggiormente utili: dal 1 novembre al 31 marzo». Dopo tale data gli esercenti faranno però bene a rimuovere il tutto, in tempi rapidi: non facendolo perderebbero infatti i 50 euro a metro lineare di suolo occupato versato a garanzia dell'intera operazione. Una clausola voluta dall'amministrazione che non intende correre il rischio di ritrovarsi con strutture a carattere definitivo in piazza.

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