Il Tirreno

Versilia

Orgogliosamente presenti di fronte a te

Luca Lunardini

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Salutiamo un grande viareggino, un artista formidabile che ha lasciato un segno indelebile nel nostro cinema. Davvero la settima arte deve molto a questo toscanaccio di origine e di temperamento.  Siamo orgogliosi di aver dato i natali a questo geniale regista, a questo gigante della cultura che, assieme ad autori come, Luigi Comencini, Dino Risi, Steno, ha inventato, e reso grande, il filone della commedia all'italiana.  Quasi pleonastico è ricordare quanto successo di pubblico abbia raccolto nella sua lunghissima carriera, iniziata negli anni '30.  Uno stile, quello di Monicelli unico nel suo genere, capace di descrive una umanità disincantata e sofferente, in apparenza perdente perché incapace di adeguarsi completamente alle regole del mondo, ma che si riscatta con quel sorriso amaro che è forse il vero tratto distintivo del cinema di Monicelli.  Un messaggio fatto di amarezza che faceva riflettere, di disillusa speranza, di disincantato cinismo che pure riusciva a trasformarsi in un grido di ribellione, in fiera passione civile che ha lasciato il segno in più di una generazioni di italiani.  Tutti noi, soprattutto noi che eravamo ragazzi e giovani uomini e donne negli anni '70, siamo cresciuti con le immagini di film come "Amici miei", diventato un cult assoluto; o "Un borghese piccolo piccolo", interpretato da un grandissimo Alberto Sordi, o ancora "Il marchese del Grillo", l'"Armata Brancaleone" o "Speriamo che sia femmina".  Monicelli era un viareggino che amava Viareggio e che Viareggio amava. Un legame alla nostra terra che ritroviamo nel suo rifarsi ad un altro grande viareggino, Mario Tobino, dal cui romanzo "Il deserto della Libia", traeva nel recente 2006 il bellissimo film "Le rose del deserto".  Una vicinanza alla nostra città che ebbe modo di manifestare nei giorni successivi alla tragedia del 29 giugno 2009 nella splendida e commovente occasione del memorial "Viareggio ricorda Viareggio" alla Cittadella del Carnevale.  In quell'occasione fu il Maestro ad aprire la serata con parole che da sole sono in grado di esprimere al meglio la sua profonda umanità: «Quella sera è andata in scena la follia, ma sono certo che Viareggio saprà reagire. Io sono qui, orgogliosamente presente».  E noi, oggi, diciamo a lui: caro Mario, di fronte a te siamo noi ad essere orgogliosamente presenti. (Luca Lunardini è il sindaco di Viareggio)

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