Il Tirreno

Versilia

Mario indimenticabile

Donatella Francesconi
Mario indimenticabile

EuropaCinema 2011 sarà tutta per Monicelli

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VIAREGGIO. Monicelli ed il tram che attraversa la Viareggio degli anni '30. Poi al Piazzone, ragazzino, amico di Mario Tobino, cinque anni più grande. E ancora, anziano al tavolo con Cesare Garboli a snocciolare ricordi del Marco Polo, quartiere che i due condividevano essendo cresciuto Monicelli nella zona di piazza Puccini.  Viareggio, il giorno dopo. Attonita di fronte alla scelta di uno dei suoi più illustri concittadini, volato dalla finestra di un ospedale romano dove era ricoverato.

L'ultima beffa. Alla signora con la falce. Se ne parla per strada, nei bar. Chi l'ha conosciuto lo ricorda con una parola, un aneddoto. «L'ho sentito l'ultima volta l'anno scorso - racconta l'assessore alla cultura, Ciro Costagliola - e mi fece sorridere chiedendomi se io, politico di centrodetsra, sarei andato ad ascoltarlo alla festa di Liberazione, sotto la Torre Matilde...Gli assicurai che vado ovunque si parli di cultura...Ho avuto anche modo di parlare con Monicelli delle sue critiche forti ai tagli alla cultura del governo Berlusconi. Critiche che io ho condiviso: un taglio così indiscriminato è assurdo».  Dal cinema all'impegno sociale, politico, e ritorno.

La macchina per il doveroso omaggio al grande regista si è già messa in moto. Dalla partecipazione dell'amministrazione comunale all'omaggio alla camera ardente allestita a Roma, fino alla prossima edizione di "EuropaCinema" che sarà interamente dedicata al maestro e vedrà la presenza di chi con Monicelli ha avuto la fortuna di lavorare. Tutti riuniti a Viareggio, la città che Monicelli sentiva quella di origine e della quale, nel 1995, era diventato cittadino onorario.  «Tre anni fa - ricorda Pier Marco De Santi, direttore di EuropaCinema - mi raccontò che la schiettezza, carattere dominante dei suoi film, era dovuta essenzialmente alla formazione - è proprio questo il termine che utilizzò - in territorio viareggino».  Il Festival interamente dedicato al regista scomparso, con la proiezione dei film, la mostra delle locandine, le parole dei collaboratori, la presenza degli studenti di tutte le università di cinema in Italia. E nell'attesa dell'appuntamento, fin dai prossimi giorni - annuncia l'assessore Costagliola - «organizzeremo un ciclo di proiezioni dei suoi film.

Forse nell'auditorium del Festiva pucciniano, oppure a villa Paolina. Poi, a metà gennaio, nell'ambito del Premio Viareggio-Tobino (nel 2008 assegnato proprio a Monicelli, il cui film "Le Rose del Deserto" tratto dal romanzo di Tobino era stato presentato nell'edizione precedente) sarà proiettato in anteprima il Dvd di Tati Sanguineti, un film/documentario dedicato a Tobino e Monicelli e girato proprio nel 2007, quando Monicelli era intervenuto al Premio».  Monicelli che ricorda lo scrittore, parlando con i nipoti di Tobino davanti alla farmacia di via Battisti. Monicelli a Maggiano, fotografato dal bianco e nero magistrale di Franco Bellato, accompagnato da Giulio Marlia, inseguito dalla troupe di Tati Sanguineti mentre scrutava le stanze dell'amico al quale si era ispirato per l'ultimo lavoro, "Le rose del deserto". «Si era quasi ammazzato per quel film - ricorda Marlia -. Si era disidratato, lui che era già magro, aveva avuto dei collassi. Ma non aveva mollato, deciso a portare in fondo quel lavoro, in condizioni che sarebbero state difficilissime anche per un giovane».  Tra le idee per onorare la figura di Monicelli, quella di intitolare al regista una via od una piazza. Ma anche - è Marco Montemagni, ex consigliere regionale a suggerirla - «dare vita ad una Fondazione "viva"» con sede a Viareggio. Punto di riferimento per tutte le nuove generazioni che nel grande schermo decidano di perdersi.

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