Gioco
Un dibattito, depliant e proiezione di due cortometraggi
Lotta all'Aids, incontro al teatro Jenco tra medici e gli studenti delle scuole
Alessandro Bartolini
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Lospedale Versilia 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Prevenire è sempre meglio che curare soprattutto quando si parla di Aids. Proprio per sensibilizzare i giovani sull'importanza della prevenzione contro questa malattia, il Comune di Viareggio in collaborazione con l'Asl promuove una giornata d'informazione per celebrare al meglio "la giornata mondiale per la lotta contro l'Aids" che ricorre oggi. "Stop all'Aids" è il titolo dell'incontro che si terrà domani mattina a partire dalle 11 al teatro Jenco di Viareggio fra le associazioni Anlaids e Pervoibambini che da anni si battono contro questa piaga e i 300 giovani dell'istituto "Carlo Piaggia" e l'Itis "Galilei". Durante l'iniziativa verranno proiettati due cortometraggi che raccontano storie legate all'Aids, seguirà poi un dibattito nel quale interverranno l'assessore alle politiche giovanili Vittorio Fantoni e quello al decentramento Antonio Tedeschi. Agli studenti saranno anche distribuiti condom e opuscoli informativi sull'importanza del test dell'HIV che si può fare in qualsiasi azienda Usl gratuitamente e in modo anonimo. «La migliore arma contro l'Aids è certamente la prevenzione: rapporti sessuali protetti e un controllo frequente per salvaguardare noi stessi, ma anche i nostri partner», assicura la dottoressa Maria Vittoria Sturaro dell'Asl Versilia. I giovani sono i maggiori referenti delle campagne di sensibilizzazione sul tema perché è la fascia d'età più a rischio, infatti troppo spesso hanno rapporti sessuali occasionali non protetti. Se negli anni ottanta e novanta l'Aids era nell'immaginario collettivo la malattia dei tossicodipendenti e degli omosessuali, oggi i dati dicono che le più frequenti vie di contrazione sono i rapporti sessuali fra gli etero. Solo in Versilia, l'ultimo dato del Registro Regionale Aids conta, dal 1989 al 2005, 229 casi di residenti con diagnosi di Aids di cui 86 ancora vivi (un tasso di letalità complessivo del 62% con una progressiva riduzione negli anni). È vero che la situazione attuale, almeno nei paesi occidentali, è lontana da quella del passato quando l'Aids era considerata la peste del nuovo millennio, l'attenzione delle persone negli anni è cresciuta e la medicina ha fatto passi da gigante se non per trovare una cura definitiva, almeno per migliorare le durata e la qualità della vita dei malati. Paradossalmente però, questi miglioramenti nella lotta contro una malattia che nonostante tutto continua ad uccidere rischiano di farci abbassare la guardia. «Non bisogna fare allarmismi - avverte il sindaco Lunardini - né parlarne in maniera catastrofista, ma è necessario sempre aver paura dell'Aids. La medicina aiuta, ma la medicina più efficace rimane sempre la prevenzione».
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