Sicurezza
«Cave, Henraux faccia chiarezza»
Simone Tonini
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AZIENDA STORICA. La sede della Henraux a Querceta Sindacati preoccupati per le cessioni alla controllata Marmi Versilia
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SERAVEZZA. La notizia era di quelle che non possono passare inosservate, tanto più dai diretti interessati e agli addetti ai lavori. Dopo aver letto sul Tirreno che Henraux spa ha passato molte delle sue cave alla società controllata Marmi della Versilia, il segretario provinciale della Fillea-Cgil Leonardo Quadrelli sbotta: «Non ne sapevamo nulla, serve un incontro immediato». Quadrelli non ha dubbi: la filiera è fondamentale e deve essere attuata, da tutti e non solo da Henraux. «Con il management della Henraux - afferma Quadrelli - abbiamo fatto un patto insieme alle istituzioni del territorio, fin dal 2003, servito per rilanciare un'azienda importante mettendola nelle condizioni ottimali affinché continui ad essere una fonte di ricchezza per tutto il territorio». Il segretario della Fillea Cgil evidenzia uno degli aspetti fondamentali: la filiera, elemento alla base di tutti gli accordi che hanno coinvolto istituzioni, enti territoriali e rappresentanze sindacali. «In questi anni con Henraux abbiamo aperto e chiuso innumerevoli tavoli sindacali e istituzionali, tutti sanciti da protocolli e accordi. La condizione base - continua Quadrelli - è sempre stata che estrazione alle cave e lavorazione al piano siano un'unica cosa. Soltanto così si può incrementare la filiera completa del marmo portando sviluppo e occupazione al territorio: non come accade in altre zone del distretto, specialmente a Carrara, dove si esportano blocchi in Cina. Un fenomeno che va combattuto». Quadrelli plaude alla linea dura di Neri. «Farebbero bene tutti gli amministratori a prendere le stesse posizioni del sindaco di Seravezza: l'estrazione del marmo può essere socialmente giustificata se ridistribuisce ricchezza a tutto il territorio e non a poche persone. Occorre disincentivare l'esportazione dei blocchi ed Henraux: non può essere lasciata l'unica azienda nel distretto lapideo che segue la politica della filiera. Finora per noi è stata il modello da seguire». Quadrelli non nasconde perplessità sull'operazione di Henraux. «Ci preoccupa l'avvenuto trasferimento della proprietà di alcune cave alla controllata Marmi della Versilia srl. Ci ha lasciato interdetti il fatto di non essere stati informati di questa operazione; ce lo aspettavamo dal momento che esistono buone relazioni sindacali». In ogni caso, Henraux è vincolata al Protocollo Cervaiole, siglato con Fillea-Cgil, comuni di Seravezza e Stazzema, Parco delle Apuane, in base al quale ottenne una deroga alla legge sull'estrazione. «La condizione è di mantenere nel territorio la propria attività produttiva, evitando processi di delocalizzazione territoriale e di esternalizzazione di attività o servizi funzionali. Non siamo esperti di assetti societari, ma il fatto che Marmi della Versilia srl possa diventare la cassaforte dell'Henraux, e che qualcuno possa venderla improvvisamente, ci preoccupa parecchio. Per questo riteniamo indispensabile un incontro con i dirigenti dell'azienda affinché sia fatta chiarezza su tutti gli aspetti dell'operazione».
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