Finanza
Il sindaco Buratti interviene sulla candidatura di Franceschi
Caro Vasco, ripensaci
Franco A. Calotti
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SCONTRO. Il sindaco Umberto Buratti «Vanno messe da parte le questioni personali»
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FORTE. «Dopo Popper, candidato della Pdl, apprendo oggi che anche Vasco Franceschi punta alla poltrona di sindaco. E siamo in tre, posto che certo la mia è la prima e più ovvia candidatura per il 2012». Commenta così, la neo candidatura di Vasco Franceschi, il sindaco di Forte, Umberto Buratti: «Non posso certo evitare che ciascuno coltivi speranze ed ambizioni. Intendo però rispondere alle dichiarazioni di Franceschi, per precisare che, né ora, né mai, né il Partito Democratico, né altri partiti, o movimenti dell'area di centro sinistra egemonizzano o hanno egemonizzato questa amministrazione. Il progetto di Amo il Forte, presentato agli elettori, si fondava e continua a fondarsi su di una mia personale richiesta ai partiti: quella di fare non uno, ma 10 passi indietro. E così è accaduto - continua Buratti - e posso dire che questa indicazione è stata sempre rispettata e non vi sono state, né ingerenze, né, tanto meno, ordini di scuderia. La lista civica, da me guidata e che ha vinto le elezioni, ha dialogato e si è confrontata con la cittadinanza, anche attraverso lo strumento partecipativo di Agenda 21 locale, tanto criticato da Franceschi. L'azione amministrativa porta avanti il programma votato dagli elettori ed io personalmente, con responsabilità e nell'interesse del paese, ho operato le scelte che mi competono, in linea con il programma». «Sul piano personale posso anche comprendere il risentimento che traspare dalle parole di Franceschi - continua Buratti - ma dubito che sia buono per lui coltivare la "delusione e l' arrabbiatura" che confessa. Certo non è buono per il paese. Spero in un ripensamento. Chi ha delle responsabilità e rappresenta un'associazione, un partito, o un insieme di cittadini, oppure governa un paese, deve mettere da parte le questioni personali e cercare di comprendere le ragioni dell'altro, avendo sempre, come unico scopo, l'interesse di tutti, anche di chi non la pensa allo stesso modo. La censura di Franceschi nei confronti del Partito Democratico, come entità formata da donne e uomini che portano avanti un progetto politico fondato su ideali di impegno che io stesso condivido, è del tutto ingiusta e fuori luogo: è palese che la recriminazione riguardi incomprensioni personali, che non superano la dimensione paesana». «Difendo, invece, l'impegno e l'attività dei miei assessori e consiglieri. Sono certo, che nei prossimi mesi - conclude il sindaco - continueranno a lavorare con correttezza e serietà per il territorio».
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