Sicurezza
Pulizie a scuola, 50 esuberi
Matteo Tuccini
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PULIZIE. Sopra, il comprensivo Marco Polo-Viani. A sinistra, Caprili Il Ministero non rinnova l'appalto, l'azienda licenzia
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VIAREGGIO. Cinquantatré donne rischiano di perdere il posto di lavoro dal 1º gennaio per colpa dei tagli del Governo alla scuola. Si tratta di dipendenti dell'impresa Miorelli Service, un colosso con sede nel Trentino che si occupa di pulizie e igienizzazione in molti edifici scolastici del territorio nazionale. Versilia compresa. In vista della scadenza dell'appalto con il Ministero, che non lo ha rinnovato, la Miorelli ha avviato la mobilità per 417 lavoratori in tutta la Toscana. In città la procedura di licenziamento riguarda, appunto, una cinquantina di donne, al momento impiegate nelle scuole del secondo circolo didattico e negli istituti comprensivi Darsena, Motto-Migliarina, Marco Polo-Viani, Torre del Lago e via Lenci. «Madri di famiglia, talvolta separate, che rischiano di finire sul lastrico», avverte l'ex senatore e oggi capogruppo di Sinistra Arcobaleno Milziade Caprili. Che ha firmato una mozione in consiglio comunale, in cui chiede al sindaco Luca Lunardini e all'assessore Lucia Accialini di «attivarsi con la Provincia, la Regione, i parlamentari di zona affinché operino ogni tipo di pressione consentita nei confronti del Governo nazionale, per trovare urgentemente una soluzione a questa situazione. E con il reperimento delle risorse che garantiscano la copertura economica per la continuità dei servizi di pulizia negli istituti scolastici». La mobilitazione.Oggi i sindacati e i dipendenti della Miorelli sfileranno a Lucca nel maxi corteo in difesa della scuola pubblica (ritrovo alle 14,30 in piazzale Verdi). Giovedì 4 novembre, invece, si terrà un incontro a Firenze con il presidente della Regione Enrico Rossi e con l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, dove si discuterà di una vertenza che sarà su scala nazionale. Perché il caso della Miorelli non è unico: molte altre tra imprese e cooperative rischiano di avviare un licenziamento di massa a causa dei mancati rinnovi contrattuali con il ministero dell'Istruzione. «Disastro sociale». «Già dall'anno scorso - afferma Lino Giovannelli della Filcams Cgil - la Miorelli Service aveva tagliato delle ore di lavoro e fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga, che terminerà il 31 dicembre prossimo». In questi mesi, dal ministero dell'Istruzione non sono arrivate notizie di proroga o rinnovo dell'appalto, né assicurazioni che ci fossero le condizioni per aprire una nuova gara. Come mai? Semplice: mancano i soldi. Nella lettera in cui la Miorelli Service annuncia i licenziamenti, comunque, si fa presente che anche qualora l'appalto dovesse essere prorogato o rinnovato, il fatto che col 31 dicembre cessi la cassa integrazione in deroga è una condizione sufficiente per procedere. Il 1º gennaio, insomma, le 53 dipendenti andranno a casa. Chi si occuperà delle pulizie? Oltre alla sacrosanta preoccupazione per il destino di queste donne, la domanda successiva da porsi è: ma se il Ministero non ha i soldi per rinnovare l'appalto per le pulizie, chi si occuperà dell'igienizzazione dei plessi? «Bella domanda, a cui per il momento non c'è risposta», osserva Giovannelli. Che sia la realizzazione pratica di uno dei punti del programma del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini, che ha più volte espresso la necessità di servirsi esclusivamente dei bidelli per tenere puliti gli istituti? «Una follia - replica Giovannelli - a cui non possiamo che replicare con la mobilitazione. Perché è inaccettabile che per mancanza di fondi si renda la vita impossibile alle scuole».
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