La manifestazione
LINTERVENTO
Sui confini non si tratta
Giancarlo Lunardi*
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In questi giorni in Giappone si svolge la Conferenza dell'Onu sulla biodiversità biologica. In quella sede i Paesi del mondo riflettono sulla necessità, non più rinviabile, di arrestare la progressiva perdita di biodiversità. Che significa il venir meno di servizi per l'umanità che, secondo una stima di scienziati indipendenti, costa all'economia globale 50 miliardi di euro l'anno. A Viareggio si manifesta contro il Parco, chiedendo la revisione dei suoi confini, la modifica del Piano di zonizzazione acustica, e l'apertura di nuove discoteche. Premetto che sono sempre favorevole a chi manifesta, perché questo è un diritto fondamentale della democrazia. E altrettanto sostengo le ragioni dell'iniziativa di domani, sia per quanto riguarda il fenomeno giovanile che per la lotta ad ogni forma di omofobia: penso che l'ampliamento delle libertà contro ogni forma di oscurantismo rappresenti una delle maggiori conquiste umane. Con chiarezza dico, però, che non condivido nient'altro della piattaforma della manifestazione. Poiché la modifica dei confini del Parco è irrazionale, trattandosi di un'area (quella delle due Marine) inserita tra i Siti di importanza comunitaria della Macchia Lucchese e delle dune di Torre del Lago e quindi sottoposta a vincoli europei che non possono essere messi in discussione. Una nuova zonizzazione acustica e nuove licenze di intrattenimenti danzanti si tradurrebbero inevitabilmente in più rumore, più traffico, più caos. Facendo saltare definitivamente l'equilibrio tra l'attività dei locali con l'ambiente, con il riposo e la salute dei cittadini e, non ultimo, con le altre attività turistiche del territorio. Le manifestazioni vanno rispettate e ascoltate: così faremo. Ad oggi rimaniamo però convinti che le zone franche non servano a nessuno. È utile, invece, la volontà di cercare un equilibrio tra i locali e il territorio, e i cittadini che in esso vivono. Questa credo sia l'unica strada per mantenere l'esperienza originale delle Marine, nate nella forma attuale grazie al primo Piano di gestione del Parco. Rinunciando a scorciatoie e alla tentazione, sicuramente improduttiva, di rovesciare il tavolo delle regole. *presidente dell'Ente Parco
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